La pagella delle uscite settimanali

6.5 a L’Angelo del Male di Baby Gang

Alla presentazione alla stampa di L’Angelo del Male, Paola Zukar (manager tra gli altri di Tiziano Ferro, Marracash, Madame e Fabri Fibra) ha definito il disco “un capolavoro neorealista di rap italiano che nasce in mezzo a milioni di difficoltà”. Io onestamente mi permetto di dissentire.

Indubbiamente il disco è nato tra parecchie difficoltà, del resto conosciamo tutti la storia passata e attuale di Baby Gang e i suoi innumerevoli guai con la giustizia, ma definirlo capolavoro mi sembra eccessivo. Diciamo più che altro che è la solita marchetta ben riuscita.

Baby Gang è attualmente l’artista italiano più ascoltato all’estero su Spotify, dove vanta ben 8,1 milioni di ascoltatori mensili. Una marea, se pensiamo che Guè ne ha 5,8, Marracash 5,2 e Lazza 6, ma non potendo esibirsi dal vivo, non potendo neanche incontrare la stampa o rilasciare interviste essendo agli arresti domiciliari, da qualche parte Baby Gang deve fare cassa e quindi ecco spiegata la carrellata di ospiti. Stiamo parlando di 16 tracce e 20 featuring, alcuni dei quali decisamente inutili, come Rocco Hunt in Serenata Gangster. Altri invece sono volti a macinare streaming su streaming, come Sfera Ebbasta in Madame e Lazza e Tedua insieme in Sola.

Detto questo, il disco non è da buttare, le produzioni sono ottime, gli argomenti di Baby Gang monotematici, si parla di delinquenza, armi, droga, soldi, sbirri, rivalsa, rabbia, violenza, ma oggettivamente è quello che conosce, quindi di cosa potrebbe mai parlare?

I featuring, come detto in precedenza, sono troppi e l’impressione è che il disco in sostanza sia più una scelta studiata ad hoc dall’etichetta, che una reale espressione artistica di Baby Gang. Avrei onestamente preferito meno ospiti, magari più artisti come lui che “vengono dal basso” e provano a cambiare la propria vita con la musica, quindi nomi meno noti, che questa carrellata di ospiti, perché avrebbero dato maggior risalto e più senso ai racconti e alla storia di Baby Gang.

Siamo davanti a un progetto mediocre, dove oggettivamente a farla da padrone non è il protagonista, ma i tanti ospiti e che sicuramente farà incetta di streaming e certificazioni.

6.5 a Straniero Rmx di Massimo Pericolo feat. Tedua & Simba La Rue

Sembra che Simba La Rue sia una sorta di tassa da pagare, tanto che ormai sono molti gli artisti che collaborano con lui e ben venga, ma in questo caso è superfluo.

Mi spiego: Straniero con Tedua era già una hit, uno dei brani più apprezzati di Le cose cambiano e funzionava già perfettamente così com’era. Ho comunque apprezzato il fatto che Simba La Rue si sia inserito benissimo nel brano e abbia voluto rendere omaggio nella sua strofa a 7 Miliardi di Massimo Pericolo (“Provo a farti ragionare, non siam più sette miliardi
Nonostante il mondo è grande, non ci tiene tutti quanti
Siamo diventati otto e moriremo in pochi anni
”).

6 a Limone di Chiello

È un po’ il solito brano alla Chiello, struggente, ma senza riferimenti ai sint anni ‘80. È una canzone che parla di quanto la distanza emotiva che si potrebbe venire a creare tra due persone è a volte peggio dell’assenza fisica. Emerge ancora una volta la parte struggente, tormentata ed emozionante di Chiello, che indubbiamente ha la capacità di trasmettere in modo particolare le sue emozioni e farle vivere all’ascoltatore.

6 a Regionale di 22Simba feat. Disme

Su una produzione energica e dal sound che ricorda proprio i migliori episodi del collettivo Drilliguria, 22simba e Disme  intrecciano i propri racconti a bordo dei treni che li hanno accompagnati lungo le loro esperienze di vita, su una linea immaginaria che parte da Saronno (provincia di appartenenza di 22simba) e arriva fino a La Spezia (luogo di origine di Disme). È un brano interessante, non un capolavoro, nè una hit, ma i loro racconti si intrecciano molto bene e il ritornello, che sembra quasi un coro, colpisce sin dal primo ascolto.

Trovi tutte le uscite della settimana qui.

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