Young Thug ha pianto parlando di Gunna

Young Thug è davvero al centro del mirino in queste settimane, dopo che sono state pubblicate online alcune telefonate che ha fatto mentre era in prigione.

A scagliarsi contro di lui è stato persino YSL Mondo, uno dei membri storici del collettivo di Atlanta, che lo ha sempre difeso a spada tratta, ma ora sostiene che Thug sia stato il primo a “parlare” con le autorità.

Secondo Mondo, Thug avrebbe fatto il nome di Peewee Roscoe in relazione alla sparatoria contro l’autobus di Lil Wayne nel 2015. Per Mondo, quello è stato il vero inizio della catena di eventi che ha portato al maxi-processo RICO. «Ero pronto a criticare chiunque. Ma se guardiamo bene la cronologia, la sparatoria al bus di Wayne è avvenuta prima dell’omicidio di Nut, prima ancora che qualcuno parlasse di RICO. E allora diciamolo chiaramente: il primo a fare nomi sei stato tu» ha detto Mondo in una recente intervista ripresa anche da Dj Akademiks e ha aggiunto «è troppo comodo dare tutta la colpa a Woody, quando tu eri già in contatto con la polizia, stavi già rilassando dichiarazioni, non puoi presentarti come vittima di delazioni quando sei stato il primo a farlo. Parli di infami, ma eri già un infame tu. Non solo sei stato il primo a parlare, ma sei stato quello che ha aperto la strada. Così hai messo in pericolo e rovinato la vita a molte persone».

Di diverso avviso è però Young Thug, che,  seguito a questa bufera che lo visto protagonista, ha rilasciato una lunga intervista in cui ha parlato della sua situazione attuale, di Gunna e del caso YSL, affermando di essere rimasto solo, di essere stato tradito e mostrandosi ferito, arrivando persino a piangere. 

Queste le parole di Thug «non ho più il mio team, non ho più i miei amici mi sento distrutto. Le persone con cui stavo tutti i giorni non le ho più, sono distrutto non so cosa fare. Non li ho persi per una tragedia, li ho persi per tradimento. Hanno firmato un pezzo di carta per portarmi all’ergastolo. Dai su, prendo una condanna a vita per dei fogli che hanno firmato, perché volevano tornare a casa o tornare da una ragazza. Lascia che un foglio faccia finire tutto questo. Siamo uomini, siamo fratelli. Nessuno mi avrebbe mai fatto andare contro Gunna».

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