La pagella delle uscite settimanali

6 a Il Doc 2 di VillaBanks feat. Guè & Tony Effe. È meglio Il Doc 1 o il 2? La scelta è ardua… tanto l’argomento è sempre lo stesso: a un anno di distanza VillaBanks sta ancora cercando una che gli succhi il c***o il giorno di San Valentino. L’avrà trovata? Il pezzo è decisamente esplicito e lascia ben poco all’immaginazione, per fortuna che c’è Guè a parlare di sesso in modo leggermente più “poetico” e meno diretto.

6.5 a Pensando a lei di Shiva. Una dichiarazione d’amore in piena regola quella di Shiva dedicata a una ragazza che è riuscita ad entrare nella sue vita e nel suo cuore, nonostante le diffidenze iniziali e le insicurezze. Un brano non perfetto, forse più per la base e per la voce di Shiva che risulta troppo artefatta e meccanica, ma sicuramente di impatto. Con un testo come questo ci sarebbe stata meglio una base più classica e un rappato in grado di rendere le parole più scandite, così che ti entrino direttamente dentro come un martello.

6 a Quello che manca di Elisa feat. Rkomi. Reduci dal Festival di Sanremo, Elisa e Rkomi tornano a collaborare dopo il successo di Blu. Quello che manca è una canzone ovviamente pop, delicata, forse troppo lenta, a tratti persino noiosa, ma nella quale Rkomi torna a un ritmo leggermente più rap, sicuramente meno rock e lontano da Insuperabile. Sarebbe interessante sentire Elisa e Rkomi in brano più incisivo e ritmato e soprattutto non a tema love, ma dopotutto domani è San Valentino, quindi viva l’amour e sorbiamoci l’ennesima canzone struggle love.

7 a Incubi di Egreen. 10 minuti di canzone. Sì, 10 minuti. Praticamente quasi un Ep in una sola traccia. 10 minuti nei quali Egreen sputa anima e rabbia.

Di fatto Fantini, dopo un anno di silenzio e dopo essere tornato indipendente, ripercorre in queste barre la sua vita. La carriera, il rap, la cultura, la famiglia.
Una vita intera dedicata al rap quella di Egreen, che in Incubi sottolinea come crescere significhi mettersi in discussione, fare la resa dei conti con se stessi e provare a fare un bilancio. Senza alcuna paura di mettere in mostra anche i momenti più difficili della sua vita, Nicolàs ripercorre in dieci minuti di rap la sua storia fatta di scelte giuste, passi falsi e sentimenti che bene o male non possono essere cancellati.

Ne parla così Egreen: “questo genere musicale e ciò che ne deriva è tutto quello che ho dal 1997 ad oggi, il pezzo parla da solo. Ho avuto una storia contraddistinta da alti e bassi come quella di chiunque altro, gli ultimi due anni della mia vita mi hanno forzato, a tratti controvoglia, a guardarmi allo specchio. Questo pezzo ne è solo la conseguenza”.

Sono barre dure, reali, intense, a volte amare quelle di Egreen, barre che vale davvero la pena ascoltare, perché raccontano, non solo dell’esperienza di Egreen, ma fotografano un periodo storico, ci riportano a quello che era il rap in Italia.

6 a Tarantelle di Simba La Rue. Indovina di cosa parla Simba in Tarantelle? Strada, spaccio, armi, sbirri, guai con la giustizia. Ma dai… non lo avresti mai detto eh? Sì, il racconto è sempre lo stesso, il modo in cui viene fatto anche, le parole usate pure, il mood cupo e crudo idem. Una di quelle canzoni di Simba che, ascoltata una le hai ascoltate tutte. Però, nonostante non sia niente di nuovo e con un linguaggio assolutamente basic, suona bene. Almeno quello…

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