La pagella delle uscite della settimana
6 a Ma’ di Blanco
Blanco non è più Blanco. Ascolto il disco e penso “ma dov’è quell’artista che improvvisamente aveva fatto impazzire tutti con la sua voce, le sue urla? Dov’è quel ragazzo che correva in mutande e prendeva a calci i fiori sul palco dell’Ariston?” Blanco aveva spopolato con il suo primo album, tutti lo volevano, lo chiamavano, faceva numeri da capogiro, poi il flop del secondo disco e ora questo Ma’, che è un MAH gigante. Un disco in cui le produzioni sono ben confezionate, i testi anche ben scritti, ma che scorre piatto, noioso a tratti, che non ti lascia i brividi che sapeva lasciarti Blanco, che sembra essersi perso, quasi alienato. Ma’ non è un brutto disco, ma con tutta la musica che esce oggi, non è un progetto che brilla, che sa dare quel qualcosa in più, quello che Blanco ha saputo dare agli inizi della carriera.
8.5 a Hellvisback 10 Years Later di Salmo
Anche a distanza di 10 anni, Hellvisback è una mina. Uno di quei dischi senza tempo, che ascolti e riascolti sempre con piacere, che ti lascia qualcosa e che resta sempre un culto. Le tre nuove tracce, 10 AD, Crackers e Eclissi si inseriscono perfettamente nel mood di Hellvisback, non risultano fuori contesto, ma un giusto corollario e un ottimo coronamento del progetto. Eclissi, la ultima uscita, ci dimostra ancora una volta come l’anima rock di Salmo sia sempre solida e dirompente e soprattutto come lui sia un artista completo, con un suono e un’attitudine unici che non si sono mai persi negli anni.
8.5 a Tarek da colorare di Rancore
Un vero e proprio discone. Rancore ci dimostra ancora una volta quanto le parole e i testi siano centrali nel rap, certo se sai farlo ovviamente. Questo non significa, però, che il tutto possa cadere nel noioso o nel banale, al contrario, Rancore sa arrivare al punto, raccontare, scendere nel personale, con una poetica unica, a volte tagliente e pungente, diretta, ma anche sottile e delicata. Un progetto questo che merita davvero molto.
7 a Buona Domenica di Sayf
Questo è sicuramente il momento di Sayf, che a Sanremo ha conquistato tutti con la sua Tu mi piaci tanto e che ora torna con un altro singolo, nel quale emerge il suo stile decisamente unico.
6 a Femmina di Rhove
Pensavo che Rhove avesse talento, poi ho pensato che Shakerando fosse solo una botta di culo. Ora penso che un po’ di talento ci sia, Femmina non è malaccio, si sente che prova a dirci qualcosa, ma non è ancora abbastanza, perché, appunto, prova, ma ci riesce solo in parte.
7.5 a Baby (do you love me?) di Nicola Siciliano
Nicola Siciliano è davvero forte, per me uno dei migliori della scena napoletana e lo dimostra anche in questo brano, nel quale si contrappongono la delicatezza delle vibes gospel e delle melodie della prima parte alla durezza dei suoni elettronici che prendono il sopravvento nella seconda parte. Il brano ruota proprio intorno alla fatidica domanda “mi ami o no?”, che risuona come un mantra nel ritornello e che non trova, in fondo, una risposta. Ma va bene così.
6.5 a Aqva Santa di Icy Subzero
Icy Subzero ha un’identità molto specifica all’interno della scena, è uno di quelli (pochi per la verità) che riesce a distinguersi e ad avere uno stile tutto suo. Questo brano ha una produzione pazzesca, e lui riesce a cavalcarla perfettamente, senza sputtanarla è già questo non è da tutti. Comunque, seppur con qualche pecca, il brano funziona ed è assolutamente piacevole.