Crack Musica II di Tony Effe e Side Baby – la recensione di Rebel
Non è che mi aspettassi un capolavoro da Tony Effe e Side Baby, del resto neanche il primo Crack Musica lo era. Però, nel 2016, quel progetto aveva un suo senso. La DPG era arrivata in modo dirompente sulla scena, con il loro linguaggio strano, i look eccentrici, tanto che non si capiva se Tony Effe & Co ci erano o ci facevano. Si capiva che di talento non avevano granché, ma avevano quell’attitudine di chi fa le cose senza sapere dove porteranno e alla fine per un periodo gli hanno portato pure bene. Poi la DPG si è letteralmente sputtanata da sola, complice forse la dipartita di Side dal gruppo. Ma siamo onesti, in questi anni Side ha continuato ad essere ancorato al Side del 2016, Tony Effe, miracolosamente, è riuscito a fare il disco più ascoltato dell’anno con Icon, poi è andato a Sanremo e sappiamo com’è andata dopo. Wayne lo abbiamo perso, ha provato a fare una sorta di pop indie con risultati pessimi. Pure Pyrex ci ha provato, ma è tornato sui suoi passi e alla fine ha pubblicato King of Dark. Il solito disco pieno di featuring, perché se no, siamo onesti, chi se lo ascolta un disco intero di Pyrex? E infatti l’unica hit, se così possiamo chiamarla, è Darkmoney con Sfera Ebbasta.
Ma torniamo a Crack Musica II.. Ne avevamo davvero bisogno? No. Assolutamente no. Capisco la voglia di cavalcare l’onda del 2016, e sicuramente questo non sarà l’ultimo tentativo che vedremo quest’anno, altri ci proveranno, ma di sicuro il risultato è pessimo. Per fare un disco così brutto devono essersi veramente impegnati, perché se no non me lo spiego. Per fortuna che c’è Sick Luke sui beat, ma anche lì, bravo quanto vuoi, ma non può fare miracoli, soprattutto se contiamo che il suo ultimo album da solista, Dopamina, è stato un flop clamoroso.
14 sono le tracce che compongono questo Crack Musica II e sono una più brutta dell’altra. Non un concetto, non un qualsiasi riferimento che possa essere ritenuto interessante, solo un susseguirsi di banalità e cliché già sentiti e risentiti ed espressi pure in modo sgraziato e che ci confermano solo una cosa: la DPG è morta e sepolta. Forse arriverà una sorta di reunion, credendo di essere i Club Dogo, e forse quella potrà in qualche modo attirare attenzione, ma per il resto, quello che ci resta della DPG è il ricordo di quel 2016, ma anche 2017 e 2018, e niente di più.