“Le webzine non sono estensioni degli uffici stampa”

“Le webzine non sono estensioni degli uffici stampa”

Ho letto questo commento di Boh Magazine sotto un post di Esse Magazine e mi sono trovata perfettamente d’accordo. Avete presente quando Antonio Dikele Distefano intervista Antonio Dikele Distefano? Bene, seguendo quella scia, Ensi ha intervistato Ensi. Assurdo vero? Noi addetti ai lavori spesso ci scocciamo quando intervistiamo un artista e lui ci chiede di leggere l’articolo in anteprima così da apportare eventuali modifiche e dentro di noi o tra di noi diciamo “a questo punto intervistati da solo”. Ecco, Ensi ha avuto questa opportunità.

Tengo a sottolineare che Ensi ha avuto due giornate piene di interviste dalle più disparate testate. Lunedì e martedì scorso c’è stata una vera e propria processione negli uffici Warner per intervistare Ensi, eppure nessun articolo è stato finora da lui condiviso, nessuno tranne questo post di Esse Magazine che, fanculo la deontologia, si è letteralmente messo a disposizione dell’artista come se fosse il suo ufficio stampa. È come se Ensi avesse scritto un comunicato stampa solo per Esse Magazine. Sì, ma non funziona così. Questo non è né giornalismo, né informazione, né tanto meno mediazione culturale (termine usato dai ragazzi di Boh Magazine).

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Esiste un ufficio stampa, composto da persone pagate per scrivere, in accordo con l’artista, tutto quello che vogliono riguardo al disco. Tralasciando il fatto che molti siti prendono tali comunicati stampa, li copiano e li incollano nei loro articoli facendo credere che sia farina del loro sacco, che senso ha dare a un artista la possibilità di scrivere un comunicato stampa su una Webzine?

La mia non vuole essere un accusa all’artista che non ha colpa alcuna, ma a questo sistema. È inutile fare poi lunghi post negando l’esistenza di un sistema, perché esiste ed è sotto gli occhi di tutti. Esse Magazine si è comportato come un’estensione dell’ufficio stampa di Ensi, mandando letteralmente a fanculo il lavoro e il ruolo che dovremmo avere. Anche perché durante ogni intervista l’artista ha tutto il tempo e tutte le possibilità per parlare di sé, del disco, dei featuring, delle produzioni, della sua carriera e di tutto ciò che può dar risalto al suo lavoro.

Ecco perché noi siti dovremmo unirci e coalizzarci contro questo sistema che lede e vanifica il nostro lavoro esaltando quello di uno solo.

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