Boicottare il sistema dell’informazione rap italiana

Boicottare il sistema dell’informazione rap italiana

Ogni volta che esce un singolo, un ep, un disco o si avvicina l’inizio di un tour, un artista è in promo. Bene, noi addetti ai lavori riceviamo comunicati stampa inerenti la notizia, veniamo invitati a conferenze stampa, facciamo interviste, scriviamo articoli e via dicendo perché ovviamente questo è il nostro lavoro. In poche parole facciamo promo gratuita agli artisti, che poi decidono chi condividere e ripostare e chi no, in base alle loro simpatie o a quello che ritengono più blasonato rispetto ad altro. Spesso ci siamo anche sentiti dire che il nostro lavoro è inutile e che loro non hanno bisogno dei nostri articoletti per farsi promo perché possono farsela anche da soli. Ve li immaginate a intervistarsi da soli? O a scriversi un articolo da soli? Io alcuni li vorrei proprio vedere…

Tornando a noi addetti ai lavori, ovviamente non siamo tutti uguali. Da una parte ci sono le grosse testate giornalistiche che in questi ultimi due anni si sono buttate sul rap come le mosche sopra la m… vabbè ci siamo capiti, e dall’altra i siti di rap che da anni e anni scrivono appunto di rap. Ma ovviamente ci sono siti e siti. Noi poveri sfigati, e con noi intendo TUTTI i siti di rap, siamo costretti a conferenze stampa di gruppo, interviste con i minuti contati, a far uscire i nostri articoli o video in giornate prestabilite, il risultato? Una valanga di contenuti che escono tutti insieme in massa e di fatto vanificano il nostro lavoro rendendolo quasi nullo. Gli artisti ovviamente condividono chi vogliono e danno quindi maggior risalto a un articolo piuttosto che a un altro, a un sito piuttosto che un altro. Quindi noi, sì che abbiamo materiale da mettere sui nostri siti, ma di fatto facciamo promo gratuita a un artista che sì e no leggerà il nostro contenuto e forse deciderà di ringraziarci o condividerci. Siamo tutti sulla stessa barca, TUTTI, tranne Esse Magazine. Lui, che non è neanche un magazine, non ha un sito, ma solo una pagina Instagram e un canale YouTube, ha sempre una via preferenziale. Esclusive, anteprime, interviste quando dove e come gli torna più comodo. Nessuno della loro redazione si è infatti mai visto a una conferenza stampa collettiva, noi stipati e con i minuti contati, loro belli comodi quando gli fa comodo. Vi sembra giusto? Ecco, immaginate per un momento cosa accadrebbe se noi siti di rap ci coalizzassimo e decidessimo di boicottare il sistema. Vi faccio un esempio: esce il disco di Ensi, Esse Magazine ha una qualunque anteprima e noi all’unanimità decidiamo di non parlare del disco di Ensi. Il che significa niente articoli, niente interviste, niente post o storie e nessuno di noi si presenta alla relativa conferenza stampa. Cosa succederebbe? Sarebbe un segnale forte che andrebbe sicuramente a creare un danno all’artista stesso, ma che farebbe capire alle case discografiche e ai rispettivi management e uffici stampa che non siamo numeri o pedine e che tutti dovrebbero avere gli stessi diritti e trattamenti e che ci siamo rotti i coglioni di assistere costantemente a favoritismi.

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