I segreti del Rap Game: essere umili non è obbligatorio

I segreti del Rap Game: essere umili non è obbligatorio

Quando si tratta di rapper o personaggi famosi ci dimentichiamo troppo spesso che abbiamo a che fare con esseri umani esattamente come noi, con l’unica differenza che fanno un lavoro diverso dal nostro. Se è vero che hanno scelto di esporsi e che per questo devono saper accettare consensi e critiche, è altrettanto vero che c’è una linea che separa critiche le dagli insulti. Tempo fa mi sono chiesta se fosse giusto essere insultati dagli artisti e non mi sono mai risparmiata dal fare nomi e cognomi quando ho avuto a che fare con la maleducazione di alcuni di loro, ma c’è sempre il rovescio della medaglia e a volte si esagera e si oltrepassa il limite della buona educazione, perché alla base di tutto siamo tutti esseri umani e come tali non infallibili.

Ultimamente ho visto su Instagram storie in cui si accusa Highsnob di non essere umile e testimonianze di fan che al contrario sostenevano la sua umiltà. Ieri Lazza ha pubblicato una serie di Instagram stories su questo argomento.

 

Ora mi chiedo: cosa volete dagli artisti? Siete consci che facciano musica rap e non musica leggera? Sapete cos’è il rap? Essere spacconi, a volte arroganti e dire di essere più bravi degli altri è una caratteristica insita nel rap e grazie a Dio esiste ancora, se no ci ritroveremmo a sentire sole, cuore, amore, Laura non c’è e Marco se n’è andato e non ritorna più. Ma è altrettanto importante imparare a separare l’artista dalla persona, Lazza da Jacopo, Highsnob da Michele. Non si può pensare o avere la presunzione di conoscere un artista solo per quello che si vede su un social network e per le barre dette nelle loro canzoni, Highsnob e Lazza, o meglio, Michele e Jacopo sono due persone estremamente umili, educate e rispettose e mi fa incazzare vederli attaccare ingiustamente da chi su un social network si ritiene in dovere di sputare sentenze gratuite su persone che non conosce, e soprattutto mi fa incazzare vedere attaccare la persona e non la sua arte. Mi spiego meglio, un conto è criticare in modo educato e appropriato una canzone, un disco, un video, una performance, un altro è insultare una persona per il suo essere persona. Siccome non parlo mai di cose non vissute, ma di esempi concreti, voglio farne due. Mi è capitato di sentire più volte Michele al telefono, di scambiare con lui opinioni e consigli in merito ai nostri rispettivi lavori e ho sempre trovato in lui una persona educata e umile, anche quando ho criticato la sua musica, anche quando mi sono permessa di dargli un’opinione in merito ad alcune sue attività sui social network. Questo per me è segno di intelligenza e umiltà. Per quanto riguarda Jacopo, invece, l’ho conosciuto un paio di anni fa. Ero andata in Machete a intervistarlo e la sera mi ha contattata su Facebook per ringraziarmi. Vi sembrerà strano, ma vi assicuro che è un comportamento più unico che raro e assolutamente non scontato, ma voglio portarvi un altro esempio su di lui. Quando ad agosto ho scritto l’articolo Scendete da quei piedistalli, dove facevo riferimento tra le altre cose ad alcune parole dette da Lazza, lui, al posto di attaccarmi pubblicamente su Instagram, prassi comune a molti suoi colleghi, mi ha contattata in privato e ha cercato un confronto con me. Era obbligato a farlo? Assolutamente no, eppure è stato così umile da spiegarmi il senso delle sue parole, che erroneamento avevo mal interpretato e di conseguenza scritto.

Tutto questo sermone per dire due cose: essere arroganti e spacconi sul palco e nelle rime, non vuol dire esserlo nella vita reale, chiunque di noi sarebbe arrogante e maleducato con una persona che si pone in tal modo nei nostri confronti. Imparate a separare l’artista e la sua musica dalla persona, perché se Lazza e Highsnob non fossero umili, come alcuni continuano a sostenere, non sprecherebbero tempo e fiato per giustificarsi e far capire ai propri fan e haters il contrario.

 

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