Tony Effe sul Festival di Sanremo: “volevo farlo e ho fallito”
Nel suo nuovo libro, Tony Effe non voglio ma lo sono, scritto comunque a sei mani, quindi non direttamente e solo da Tony Effe, il rapper ci racconta il suo percorso, a tratti anche interessante, sicuramente onesto. Ci parla dell’inizio della Dark Polo Gang, di quando Side Baby se n’è andato e dei problemi con la droga che hanno accompagnato la sua dipartita, delle risse di Tony da ragazzino, della diatriba con Achille Lauro, del dissing con Fedez, del successo di ICON, e anche di Sanremo.
Devo dire che, proprio sull’argomento Festival di Sanremo, Tony Effe ha dedicato una parte sostanziosa del libro, ci ha raccontato tutto giorno per giorno e lo ha fatto in modo davvero onesto.
Non credo di essere l’unica ad aver pensato che, essendo Tony Effe, dopo il successo di ICON e della hit estiva Sesso e Samba, all’apice della sua carriera, sia stata un po’ una cagata andare al Festival. Una mossa che lo ha penalizzato e non poco e che lo ha fatto un po’ precipitare.
Nel libro, Tony Effe dice che era convinto di andare al Festival, anche se alcune persone del suo team erano di tutt’altro avviso. Avrebbe voluto forse una canzone più nelle sue corde, ma ha studiato canto per poterla eseguire sul palco dell’Ariston.
“Arrivo al ritornello. Lo canto. Non so come, ma lo canto.
Quanti esercizi ho fatto negli ultimi mesi per imparare a controllare queste poche note! Poi altra strofa, altro giro. Manco me ne accorgo, e in un attimo è già finita. Ce l’ho messa tutta. E nonostante trucchi, vestiti, gioielli, occhiate al pubblico e sguardi in camera, sono stato me stesso. Come sempre. Non capisco più niente, in un secondo mi ritrovo in camera e chiedo di rivedere la performance. Così mi riguardo, come se fossi uno del pubblico e quello sul palco non fossi manco io.
«Porcoddue! Ma che è stammerda?»
Mi sta crollando il mondo addosso, capito che dico? Questo schifo l’ha visto chiunque. È tutto sbagliato: l’intonazione, il vestito, il trucco, i capelli. Questo non sono io. Questo non è Tony Effe”.
Scrive Tony Effe in merito alla sua prima esibizione al Festival di Sanremo.
Sappiamo che poi anche la stampa non ci è andata leggera con Tony Effe, fin da subito è stato chiaro che sarebbe stato il bersaglio di questa edizione del Festival, ci ricordiamo anche l’episodio della collana che gli hanno fatto togliere prima di salire sul palco, gesto che Tony Effe non aveva preso benissimo.
Comunque il Festival finisce, lui torna a Milano, tira le somme di questa esperienza e scrive: “Tornato a casa, i giorni successivi sono neri. Il mio umore è nero, il futuro lo vedo nero, il mio team mi dice di continuare a spingere il pezzo, ma come dicevo… è come grattare una ferita aperta.
Ripenso a tutto quanto, rimetto in discussione ogni scelta mia e degli altri, sento di aver deluso il mio team, i miei amici, chiunque. Me stesso, soprattutto. Ero io a volerlo fare, l’ho fatto e ho fallito.
Mi rode di essermi snaturato per partecipare al festival delle radio e dei giornali, cerco il colpevole di questa cosa intorno a me ma alla fine me la posso prendere solo con me stesso, solo che le conseguenze le paga chi mi sta vicino: Giulia, il mio team, la mia famiglia, i miei amici…”