Sono anni che The Game prova a truffare artisti emergenti

The Game, pochi giorni fa scriveva sul suo profilo Instagram: “Sto cercando 5 artisti italiani con cui collaborare. Scrivetemi nei DM se siete pronti“. 

Alcuni rapper emergenti si sono fatti avanti, salvo poi capire che si trattava di una truffa. 

The Game sta truffando diversi rapper emergenti così, da anni. Promette strofe, ti chiede i soldi, e poi sparisce. Fate attenzione” ha scritto Mattak, che ha condiviso la sua esperienza con il rapper statunitense, pubblicando la chat tra lui e The Game, nella quale discutevano delle cifre per una possibile collaborazione (tra i 500 e i 1000 euro), e che lo scambio sarebbe avvenuto tramite una piattaforma di scambio di bitcoin. Ma, quando gli viene chiesto di lasciare che fossero i manager a discutere dei dettagli, lui sparisce. 

Stessa cosa è successa a Warez, che capisce subito l’inganno e gli propone di pagarli il featuring 15 euro in carte Pokemon, ovviamente The Game sparisce. 

Ma c’è stato anche chi ci è cascato e a raccontarlo è Ozymandias, che, in un video pubblicato sul suo profilo Instagram, spiega che The Game si faceva pagare su PayPal con l’opzione Amici e Familiari e poi o spariva, o mandava un file audio contenente solo la sua tag. 

Non avendo trovato fortuna in Italia, The Game ha deciso di puntare alla Francia e sempre su Instagram scrive “sto cercando l’artista più duro in Francia, taggateli qui sotto“.

The Game ha sicuramente problemi finanziari da diverso tempo, ad aprile ha dovuto vendere la sua villa a Calabasas, a causa di una vecchia causa, scusa il gioco di parole, che lo vede accusato di molestie sessuali e condannato a un risarcimento di 7,1 milioni di dollari. Questo ovviamente non giustifica i tentativi di truffare rapper emergenti, cosa che tra l’altro non è nuova per The Game, che da anni prova a racimolare soldi ai danni di artisti non ancora famosi. 

Nel 2021, era già venuta fuori questa attività di The Game, chiamiamola così, di promuovere giovani artisti che fin da subito è apparsa alquanto sospetta. 

Praticamente, molti di quelli che avevano abboccato all’offerta di The Game di collaborare con loro, hanno subito capito che si trattava di una truffa. The Game chiedeva loro una cifra che andava dai 500 ai 1000 dollari, come quella chiesta ai rapper italiani, ma la piattaforma scelta per pubblicare i brani era SoundCloud, dove l’account di The Game e le sue playlist avevano meno di 300 follower, e spesso e volentieri la voce e la strofa promessa da The Game e pagata dai malcapitati artisti non compariva. 

Si tratta insomma di un modus operandi che va avanti da anni e chissenefrega se è The Game e se naviga in cattive acque finanziarie, questa è una truffa che non può trovare giustificazione alcuna. 

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