Non solo Crans Montana, le altre stragi causate da fuochi d’artificio innescati in discoteca
In questi giorni si sta parlando tantissimo della strage di Crans Montana, dove la notte di Capodanno l’incendio del bar Le Constellation ha causato 40 morti e 116 feriti.
Purtroppo, però, questo non è stato un caso isolato in Europa e nel mondo.
Sempre nel 2025 e sempre a dicembre, un rogo in una discoteca di Arpora, nello Stato indiano di Goa, ha ucciso 25 persone, tra lavoratori della cucina e turisti.
A marzo 2025, un incendio nel Club Pulse di Kocani, in Macedonia del Nord, ha provocato 63 morti e oltre 200 feriti. Le fiamme sarebbero state innescate anche in questo caso da un effetto pirotecnico che ha colpito il tetto del locale durante una serata molto affollata.
Nel 2024, a Istanbul, 29 persone sono morte in un incendio scoppiato nella discoteca Masquerade, situata ai piani inferiori di un edificio residenziale di 16 piani, mentre il locale era chiuso per lavori di ristrutturazione.
Nel 2015, l’incendio del club Colectiv di Bucarest, avvenuto sempre a causa di fuochi pirotecnici usati durante un concerto, ha causato la morte di 64 persone e il ferimento di 190. Restando in Europa, nel 2009, in Russia, nel club Lame Horse di Perm, ci fu un incendio causato da fuochi d’artificio che colpirono il soffitto causando la morte di 152 persone.
Nel 2013, oltre 200 persone sono morte nella discoteca Kiss di Santa Maria, in Brasile, la causa dell’incendio è stata anche in questo caso dovuta a un fuoco pirotecnico sparato dal cantante della band che si stava esibendo nel locale e che ha incendiato il soffitto. Questa tragedia viene raccontata anche in una miniserie su Netflix intitolata La notte che non passerà.
Negli Stati Uniti, nel 1942 c’è stato quello che viene definito come il più grave incendio in un locale notturno nella storia del Paese. È successo nel locale Cocoanut Grove di Boston, dove morirono 492 persone. Sempre negli USA, nel 2003, c’è stato l’incendio del nightclub The Station a Rhode Islan, che ha portato alla morte di 100 persone e al ferimento di oltre 200. Il fuoco venne causato ancora una volta da alcuni fuochi d’artificio innescati dal manager del gruppo che si stava esibendo nel club.