L’icona Michèle Lamy nel trailer del nuovo disco di Nerissima Serpe
Protagonista del trailer del nuovo album di Nerissima Serpe è Michèle Lamy, un’icona di moda e stile. Un personaggio davvero unico.
A$AP Rocky l’ha definita la “dark queen of fashion”. E dire che è solo la moglie di Rick Owens è estremamente riduttivo. Michèle Lamy è una produttrice, una designer, una musicista, una musa, la socia in affari e la moglie di Rick Owens, è una presenza fissa nella scena della moda e della vita notturna di New York e Parigi. È un’artista a 360°.
Nata nel Giura, in Francia, 80 anni fa da una famiglia di origini algerine, ha studiato legge e durante gli Anni 60 e 70 lavora come avvocato. Poi lascia l’avvocatura e inizia a fare la ballerina di cabaret in giro per la Francia, prima di trasferirsi negli Stati Uniti nel 1979. A Los Angeles fonda una linea di moda e gestisce due nightclub di successo. Inizia a cantare, passione che ha mantenuto negli anni, tanto che ancora si esibisce con la band di musica elettronica Lavascar, insieme alla figlia Scarlett Rouge. Sempre a Los Angeles Los Angeles, nel 1984, fonda la sua linea di abbigliamento, Lamy, dove assume come modellista un giovane designer californiano, Rick Owens. Insieme fondano la linea che porta il nome di lui e si sposano nel 2006. Oggi, Lamy è l’Executive Manager della linea di arredamento del brand, produce i suoi eccentrici mobili e disegna gioielli.
Il suo stile è inconfondibile. I denti d’oro, i piercing, i maxi anelli d’argento, i tatuaggi sulle dita ispirati ai berberi del Nord Africa, fanno di lei una moderna dea pagana. Eccentrica, anticonformista, senza regole, ama vestire le creazioni di suo marito, ma ha anche un enorme archivio di abiti di Comme des Garçons, è sostenitrice di Gareth Pugh, e indossa le creazioni di giovani designer di talento.
E nei suoi 80 anni ha fatto davvero di tutto. Ha collaborato con A$AP Rocky; ha trasformato una nave portacontainer in un salone galleggiante alla Biennale di Venezia. E, da molti anni, pratica la boxe, tanto da aver fondato nel 2018 una palestra, “Lamyland“, da Selfridges a Londra. La sua immagine, così anticonvenzionale, è una scelta consapevole, nata a 16 anni dopo un viaggio in Tunisia: “Vidi le donne berbere e ne rimasi completamente sedotta”, ha raccontato, in contrasto con la nonna che “si incipriava la pelle per conformarsi alle norme”. Il suo stile, ha spiegato, è legato “alla personalità più che all’estetica”.