La pagella delle uscite della settimana

6.5 a Musica Triste di Emis Killa

Non mi aspettavo nulla da questo nuovo album di Emis Killa, il tredicesimo della sua carriera, un po’ perché ammetto che come rapper non mi fa impazzire, e un po’ perché ho imparato a non avere aspettative. Eppure devo dire che mi ha stupita. Non è un concept album, ma come ha detto Emis stesso in conferenza stampa, sono una serie di canzoni che gli piacciono. Che sappia scrivere, che abbia una tecnica invidiabile e che sappia cantare non ci sono dubbi, qui però ho trovato alcuni dei brani più belli di forse la sua intera carriera. Mi riferisco a tracce come  “Robb Stark” (feat. Salmo),“Sogni sporchi”,“Phrate” e “Ambra” (feat. Tedua), che sono davvero ottime sotto ogni punto di vista. Anche “Mare di notte” e “Una siga fa” (feat. Papa V e Nerissima Serpe) non sono per niente male e nel complesso dimostrano le capacità di Emis Killa e un certo upgrade, poi però il resto è un enorme boh. Tutte le altre sembrano essere state messe lì a caso, quasi come per riempire il disco e sanno di poco, di un qualcosa di già fatto e fatto pure meglio. Emis Killa avrebbe potuto fare il disco migliore della sua carriera, ma lo ha fatto a metà.

6.5 a XDVR ANNIVERSAR10 di Sfera Ebbasta

Questo in realtà è il disco originale uscito 10 anni fa e diventato culto, rimasterizzato e remixato da Charlie Charles che gli ha dato nuova vita e con due tracce, Orologi e Prega x noi, inedite. Si tratta di due brani scritti 10 anni fa, che non sono stati mai rilasciati ufficialmente, anche se Orologi è diventato virale in passato ma mai fino ad ora ufficialmente pubblicato. Di fatto questo ANNIVERSAR10 rende giusto omaggio al disco e fa un po’ da apripista al progetto che porterà Sfera ancora una volta sul palco di San Siro.

8 a Tèmpora di En?gma

En?gma non delude mai e torna con un disco denso, ricco, emozionante, che fa riflettere, ma che non risulta pesante. Inutile dire che ha una penna pazzesca, un modo di rappare e uno stile che ti entrano dentro e in questo disco ancora di più. Nel disco, il rapper affronta il tema del tempo in tutte le sue declinazioni, il suo scorrere inesorabile, la memoria, il cambiamento e la ciclicità dell’esperienza umana. Ogni traccia rappresenta un frammento di un percorso personale che si fa racconto universale nel quale è facile rivedersi e ritrovarsi. Ascoltandolo ho avuto l’impressione che stesse a volte parlando di me o a me e credo che questa sia una delle cose più intense che la musica e un artista possano fare.

8 a Life is a Tarantella di Enzo Dong

Enzo Dong ha fatto un disco davvero potente. Scritto bene, cantato bene, con stile, fotta, rabbia e consapevolezza e soprattutto con qualcosa da dire, con quel famoso messaggio, quel racconto che spesso siamo abituati a non avere. Qui c’è. E la cosa figa è che c’è nonostante le tenatiche affrontate siano per certi versi un po’ le solite che sentiamo sempre, ma sono raccontate in un modo diverso. Nel disco è centrale un messaggio controcorrente, soprattutto in un’epoca in cui la società impone il culto dell’apparenza e della vittoria a tutti i costi: bisogna concedersi il diritto di perdere. Perché la vita è anche questo. Non si può vincere senza accettare la possibilità di perdere. Forse in passato Enzo Dong ha perso, ma con questo disco ha vinto.

7 a 081 di Geolier

È un brano potente, diretto, reale, un ritorno al rap più duro e iconico dello stile di Geolier, dimostrazione ennesima di una versatilità fuori scala.

7 a Aria Tesa di Neima Ezza

Davvero un singolo molto interessante e fatto bene, che unisce una scrittura diretta e un realismo senza filtri. Il brano mette insieme l’immediatezza di un freestyle a un qualcosa di più emotivo e il risultato è molto buono.

8.5 a Tom Waits di Danno

Abbiamo Danno con suggestioni letterarie, immagini visive e riferimenti culturali, una produzione intensa e cinematografica firmata da Ice One, arricchita dagli scratch di Dj Craim, atmosfere sporche, jazzate e blues con l’immediatezza dell’Hip Hop più autentico e il risultato è una mina pazzesca.

7.5 a Fuori Dalla Vasca di Quentin40

Quanto era mancato Quentin40? E quanto spacca quando vuole? In questo caso spacca e non poco. È un brano potente, ma al tempo stesso struggente e amaro. E lui ha uno stile unico e inimitabile, peccato davvero che ormai il suo tempo sia passato e che sia difficile che possa tornare in auge, perché ha un talento unico e ancora molto da dire e dare.

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