C’erano tutti al concerto di Lazza a San Siro
C’era tutto il mondo di Lazza ieri sera (9 luglio) sul palco di San Siro. A partire da tantissimi ospiti (Kid Yugi, Salmo, Nitro, Artie vive, Anna, Tedua, Jake La Furia, Emis Killa, Tony Effe, Capo Plaza, Sfera Ebbasta, Shiva, Marracash, Ghali, Geolier, Laura Pausini) per concludere con la sua famiglia il papà, la mamma a cui sul palco ha regalato una Birkin come diceva nel testo di Re Mida (Mamma, ti regalerò una Birkin) e Greta.
San Siro è molto più di uno stadio: per Lazza era un sogno coltivato da sempre, simbolo di un legame indissolubile tra le sue passioni e la sua città; un luogo iconico che ha segnato a più riprese il suo percorso, a cui ha duramente lavorato affinché si realizzasse. Ora quel sogno è diventato realtà e Lazza ha portato on stage una setlist di oltre 40 brani che ha pescato a piene mani da tutta la sua discografia.
Lo show è stato costruito in capitoli, ciascuno con un’identità propria, per un racconto aperto e trasversale, in grado di cogliere tutte le sfumature del suo percorso artistico, dalle più crude e viscerali alle più intime e poetiche. Brano dopo brano, Lazza si è mosso tra i diversi mondi musicali che lo rappresentano dal giorno 0, mettendo al centro di tutto la musica, per ripercorrere insieme al pubblico le tappe principali di tutta la sua carriera.
Presente per gran parte del set, sul palco con lui la band dal vivo, che lo ha affiancato nel primissimo blocco di canzoni per poi lasciare spazio ad un secondo momento, piano solo, accompagnato unicamente dal Maestro Zielinski. Nel terzo blocco San Siro si è trasformato in un grande DJ SET, affidato a Drillionaire e Low Kidd. Al fianco di quest’ultimo, a segnare il ritorno sulla scena del collettivo 333 Mob, è stato mostrato in anteprima il video di Amici come prima.
Se nel quinto atto dello show la band ha fatto il suo ritorno on stage, il quarto e il sesto sono stati i momenti orchestrali, con i 12 musicisti dell’Orchestra Sinfonica di Milano presenti in scena. Per il suo San Siro, Lazza ha messo in moto una macchina produttiva ambiziosa, fondata su un impianto visivo interamente digitale, pensato per trasformare il palco in un ambiente vivo e in costante evoluzione. Il palco era immerso in un universo digitale grazie a sei schermi LED principali e due grandi schermi laterali, concepiti per accompagnare ogni cambiamento di atmosfera. Gli schermi centrali, disposti a formare una “V” rovesciata che puntava verso il fondo, sono stati montati su un sistema motorizzato che ne consentiva il movimento verticale -soluzione scenica che, proprio come una scenografia teatrale, ha permesso di nascondere o svelare la band e i DJ nel corso dello show. Elemento distintivo dello spettacolo è stata la lunga passerella, modellata sulla “J” di Jacopo, che ha guidato il pubblico al centro dell’azione: proprio lì hanno preso vita i momenti più raccolti, con il pianoforte e l’orchestra protagonisti assoluti.
A rendere l’esperienza ancora più potente e coinvolgente hanno contribuito l’impianto luci, con oltre 450 corpi illuminanti, e gli effetti speciali, con 20 wave flames e 12 CO₂jet, per alternare momenti ad alto impatto visivo a passaggi più intimi e raccolti, seguendo il respiro narrativo della scaletta.
La musica non è stata l’unico linguaggio protagonista del live: anche lo stile ha raccontato una storia. Lo ha fatto attraverso i quattro look dello show, nati dalla collaborazione con Fendi, Domenico Orefice e Leonardo Valentini, che hanno realizzato capi custom made pensati per raccontare al meglio le diverse fasi della performance. Ogni outfit è stato arricchito da elementi come baggy jeans e snapback, in omaggio allo stile personale di Lazza e alla sua identità streetwear. Tra gli altri, un look celebrativo dedicato al Milan, come tributo alle sue origini e passioni.












