Com’è stato il concerto di Drake?

Iniziamo dai numeri: sono stati 50.000 gli spettatori che hanno partecipato alla prima volta in assoluto di Drake in Italia, che per quattro sere si è esibito ll’Unipol Forum di Milano. 

Drake ha portato a Milano una produzione monumentale: un palco immersivo con due stage contrapposti e il pubblico al centro, una scelta che ha trasformato l’arena in uno spazio condiviso e in costante dialogo fra artista e fan. A rendere lo show ancora più memorabile, l’inaspettata incursione in tribuna per una sessione di dj set eseguita direttamente fra gli spettatori. La scaletta, che ha sfiorato i 40 brani, ha attraversato tutta la carriera dell’artista, includendo successi planetari come Hotline Bling, Passion Fruit, In my feelings , God’s plan Nonstop.

Non sono mancati gli ospiti: in apertura i dj set di Sick Luke e AVA mentre sul palco, al fianco dell’artista, gli special guest a sorpresa Yeat e Sfera Ebbasta. A completare il quadro, un parterre d’eccezione con i principali protagonisti della scena urban nazionale e numerosi volti dello spettacolo e dello sport. 

Sicuramente si è trattato di un evento storico e va a suggellare ancora di più il legame tra l’Italia e la scena rap mondiale.

Drake dal vivo non è uno di quegli artisti che canta ogni traccia dall’inizio alla fine, fa parte di quella categoria che si affida alla canzone in sottofondo. È comunque un artista molto empatico con il pubblico e che per tutte le date ha mostrato in diversi modi il suo amore per l’Italia e per il pubblico italiano.

Onestamente posso dire che non è stato il live della vita. Ci sono stati diversi momenti molto intensi, come l’ingresso di Sfera Ebbasta, il fatto che Drake abbia fatto urlare al pubblico il nome della sua ex prima di cantare Fuck My Ex, il momento finale quando ha chiamato sua madre sul palco, l’ha abbracciata e ha raccontato di come le abbia fatto amare l’Italia che per lui è uno dei posti più incredibili al mondo. Drake ha dimostrato di essere un artista di cuore, umile e molto empatico, unica pecca del live è che le sue più grandi hit, come God’s Plan, non le ha cantate dall’inizio alla fine, ma solo in parte per poi passare al brano successivo.

Ho avuto l’impressione, che parte del pubblico, a parte quelli in parterre che hanno pogato e sicuramente si sono divertiti, è che molti erano lì più per fare una storia da postare sui social, che per un reale interesse per Drake, come accade praticamente a quasi tutti i concerti.

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