La pagella delle uscite della settimana

5 a Il mio lato peggiore di Luchè 

In La mia vittoria, Luchè dice “ la mia vittoria è fare il disco che dura di più, non quello che vende di più” e per fare il disco che dura di più in 18 tracce mette dentro: Sfera Ebbasta, Geolier, Simba La Rue, Rose Villain, Guè, Giorgia, Marracash, Nerissima Serpe, KAASH PAIGE, CoCo, Tony Effe, Shiva, Tony Boy e Ntò.

Fa già ridere così. Come se non bastasse, ci piazza dentro anche un dissing a Salmo. Tutto questo significa fare il disco che dura di più? Oppure cercare di accaparrarsi più streaming possibili a destra e a manca?

Parlando di musica, comunque il disco è mediocre. Stessi argomenti di sempre, droga, soldi, donne, con lo stesso flow e le stesse metriche di sempre. Niente di nuovo. Tutto estremamente piatto e monotono. Non ci vedo arte. Ok, mi dirai, ha parlato del suicidio e del divorzio, e allora? Non basta questo a salvare un disco del genere, privo di qualsiasi cosa, dove neanche gli ospiti riescono a brillare più di tanto in tutta questa mediocrità.

5.5 a Okay Okay 2 di Rosa Chemical

Dopo aver provato la strada del pop e dopo essere sparito per un po’, Rosa Chemical torna alle origini con questo Ep di sole 6 tracce. Contenuti crudi, espliciti, irriverenti, sonorità trap, decide così di tornare indietro alle rime crude e taglienti e all’immaginario lirico-visuale che lo hanno fatto conoscere, che guarda a stimoli visivi, al fetish, all’ambiguità sessuale, al mondo cupo, grottesco ed estremo degli esordi. Peccato che non siamo più nel 2020. Sono passati 5 anni e un back in the days del genere sarebbe andato bene solo se stessimo parlando di un progetto o di un artista culto, che hanno fatto la storia e lasciato il segno. Non è questo il caso.

5.5 a Pain 2 di Vale Pain

Che noia. Tutto già detto, tutto già fatto, da altri e anche meglio. Mi dispiace dirlo, ma Vale Pain non ha le skills per diventare un top player, non lo sarà mai. In questo progetto ha anche provato a metterci più intimità, più introspezione, ma risulta di una noia mortale sia per i contenuti, sia per metriche e flow. Ora come ora, c’è bisogno di artisti che alzino l’asticella, che portino qualcosa di nuovo, che ti faccia dire “oh wow”, o che comunque portino avanti il loro percorso, ma se questo è un tratto distintivo, che li distingue dagli altri. Vale Pain è solo uno dei tanti.

8 a L’ultima infedeltà di Rkomi

Devo ammettere che sono davvero curiosa di ascoltare decrescendo, il nuovo disco di Rkomi, sia per il modo in cui ha presentato alcune delle tracce che lo compongono, sia per questo singolo. L’ultima infedeltà è un brano cupo, crudo, potente e vero, dove Rkomi racconta per la prima volta la sua storia senza nasconderne gli aspetti più oscuri e dolorosi. E lo fa davvero bene, senza risultare pesante.

6.5 a Chill di Ghali

È la hit estiva di Ghali. Con la produzione di Takagi & Ketra, il brano è una ventata di freschezza, è spensieratezza, senso di libertà, e leggerezza. 

E fa il suo: ti fa ballare. Il racconto è quello di un gioco di chimica e seduzione miscelato a pillole di vita personale con un beat coinvolgente, dove le percussioni creano una tessitura ritmica densa e festosa colorando il pezzo e donando quel finish cosmopolita in perfetta linea con la personalità di Ghali.

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