La pagella delle uscite della settimana
8.5 a decrescendo di Rkomi
Tutti noi, credo, abbiamo amato l’Rkomi di Daisen Sollen e di Io In Terra, forse poi lo abbiamo apprezzato meno nei suoi lavori successivi, anche se Taxi Driver ha avuto un successo decisamente rilevante. Con decrescendo Rkomi trova finalmente la sua cifra stilistica, ci porta un disco ricco, denso, scritto benissimo e in questo, va detto, Rkomi ha una penna incredibile, un modo di raccontare unico, profondo, capace di farci entrare nel suo vissuto, senza però risultare pesante o ridondante. In decrescendo Rkomi unisco il suo lato più cantautorale alla sua matrice rap e lo fa benissimo, con un bilanciamento perfetto.
Questo è davvero un ottimo progetto che merita di restare e di essere ascoltato senza skip.
8 a Penkiller di Nerone
Recentemente ho sentito Nerone dire che, dopo la sua brillante carriera da freestyler, non era capace di fare dischi. Forse è vero, ma è altrettanto vero che ogni volta che faceva una strofa, anche in brani di altri colleghi, spaccava. E il disco con Ensi, Brava Gente, uscito un paio d’anni fa, era una mina. Penkiller non è da meno. Non vorrei esagerare, ma se parliamo di rap, questo è uno dei migliori dischi rap usciti quest’anno. Nerone ha una tecnica pazzesca, una scrittura altrettanto pazzesca, ma qui è riuscito a bilanciare la sua capacità di fare banger esplosivi a brani decisamente più conscious.
Il risultato è un disco non di plastica, ma un disco rap fatto da un artista e con artisti ospiti che questo rap lo sanno fare davvero bene.
7 a 33 di Ketama126
Questo disco è proprio una scommessa. Mi spiego, Ketama126 ha messo da parte la trap per abbracciare il cantautorato romano. Lo si era già capito dai singoli che avevano anticipato il disco, La Caciara e 33, entrambi ottimi.
33 è un progetto interessante, in cui emerge la maturità artistica di Ketama, ma anche l’onestà e la passione in questa sua nuova dimensione. Va anche detto che questo disco rappresenta anche una scommessa per l’artista romano e che non è scontato che i suoi fan lo seguano in questo cambiamento. Soprattutto perché la maggior parte degli artisti che negli ultimi anni hanno provato a cambiare rotta, penso ad Rkomi, ma anche a Pyrex, a Tony Effe recentemente con Sanremo, alla fine o si sono persi, o hanno floppato miseramente, o hanno dovuto poi fare un passo indietro e trovare una giusto quadra.
6.5 a Barrio Lambada di Fred De Palma
Che estate sarebbe senza una hit di FDP? No, ok, non rispondo. Comunque, penso due cose: una è che ultimamente Fred De Palma non è più riuscito a sfornare le mega hit di un tempo e due che Barrio Lambada è esattamente il brano perfetto per l’estate. La balli, la canti, c’è il ritmo latino, il testo è easy e inesistente al punto giusto e va bene così.
6.5 a MPT di Boro
Finalmente Boro è riuscito a fare un’altra hit. Ce ne ha messo di tempo, ma ce l’ha fatta. Onestamente non ho mai ritenuto Boro un artista, nè tantomeno uno con un talento, ma solo uno che ha fatto un paio di hit per puro culo e che poi ha provato e riprovato a replicare senza risultato. Ora il risultato c’è. MPT è una hit. Come tale non dice nulla, ma è divertente, ballabile, spopola già su TikTok da prima della sua uscita e ha quel ritornello “Marijuana, tequila, patron” che niente è talmente basico da essere quasi geniale. Credo davvero che questa possa concorrere per aggiudicarsi il titolo di hit dell’estate.
7 a Che gusto c’è di Fabri Fibra ft. Tredici Pietro
Questo nuovo singolo di Fibra, che poi anticipa anche il suo nuovo album, ha un po’ il sapore di Propaganda, in senso buono si intende. Proprio come Propaganda, Che gusto c’è fotografa la società attuale, l’Italia di oggi, un paese dove il rap è in classifica ma non viene capito dal mainstream e l’invidia sociale porta a sminuire i risultati personali che vengono raggiunti.
Sembra sempre ci sia qualcuno che sta meglio di te, che guadagna di più e solo se ti stacchi dallo schermo ti rendi conto che nel mondo reale trovi un po’ di pace. Quando Fibra parla dell’italiano medio e della società in cui viviamo nessuno lo batte, ha un’ironia devastante e un modo di tirar fuori tutte quelle peculiarità con uno stile che ti lascia a bocca aperta.
4.5 a Opere d’arte di Simba La Rue
Dove sia l’arte davvero non lo so, sicuramente non qui. Non per cattiveria raga, ma doverci sorbire “musica” di Simba La Rue anche da carcere è una tortura. Di quelli usciti nel suo stesso periodo, lui è quello con meno talento in assoluto e non che gli altri siano i nuovi Tupac Shakur, ma qui davvero abbiamo il nulla cosmico. Sono anni ormai che dice le stesse cose, pure male, nello stesso modo, sempre orrendo. Non ci trovo nulla di salvabile. È ai limiti dell’insscoltabile, come sempre, quindi nulla di nuovo neanche in questo.
6 a Pensieri Scomodi di IRBIS ft. Tony Boy
Fosse stato IRBIS e basta per me sarebbe stato un 7, lui lo trovo davvero un fenomeno, un artista con un ottimo potenziale, ma c’è Tony Boy, che da una parte gli dà quella visibilità di cui ha bisogno e che merita, ma dall’altra plastifica un po’ il brano. Di per sé è un singolo carino, ma sarebbe potuto essere decisamente migliore.