La storia dell’iconica copertina di Nevermind dei Nirvana

La storia dell’iconica copertina di Nevermind dei Nirvana

Il 24 settembre 1991 i Nirvana pubblicano Nevermind, il loro disco più iconico. Un album in grado di segnare un’epoca con i suoi 25 milioni di copie vendute.

Milioni di persone che, non solo ascoltano la tua musica, ma che osservano la copertina del tuo album. Ecco, la copertina di Nevermind, che oggi, 30 anni dopo la pubblicazione del disco, torna protagonista.

Ebbene sì, perché Spencer Elden, ovvero il bambino che compare nudo sulla copertina dell’album Nevermind, oggi, dopo 30 anni, ha deciso di far causa alla band e chiede un risarcimento di 150mila dollari. Spenser sostiene che quella fotografia è un esempio di pornografia infantile, e afferma che i Nirvana all’epoca avrebbero garantito di coprire i suoi genitali con un adesivo da applicare sopra le nudità.

Non c’è da sorprendersi dal momento che Spencer Elden, nel 2014, in un’intervista rilasciata a MTV aveva dichiarato, ironicamente, di rabbrividire ancora pensando a quella foto e che qualcuno continua a chiedergli se le dimensioni sono rimaste quelle dell’epoca. Ma lo stesso Spencer Elden per ben due volte e da grande, non da neonato, si è fatto immortalare in una sorta di remake della copertina di Nevermind, ovviamente con indosso il costume da bagno.

Quindi rabbrividisce o è solo una questione di soldi?

La copertina di Nevermind è talmente iconica che in rete è pieno di foto che provano a emularla, spesso e volentieri con risultati per così dire mediocri.

La cover di Nevermind è stata realizzata dal fotografo Kirk Weddle da un’idea di Kurt Cobain e Dave Grohl, che erano rimasti colpiti da un documentario in cui venivano mostrati dei parti assistiti in piscina. Non potendo immortalare e pubblicare l’immagine di un parto sulla copertina di un disco per volere della loro etichetta discografica, optarono per un bambino immerso in acqua.

Il bambino, ovvero Spencer Elden è stato scelto semplicemente perché era figlio di amici del fotografo. Una volta realizzato lo scatto, Kurt Cobain chiese di aggiungere un dollaro all’amo e così nacque la copertina più iconica della storia del rock.

La casa discografica dei Nirvana, però, non era d’accordo sulla scelta della fotografia e Kurt Cobain propose di coprire le parti intime del bambino con un adesivo con su scritto: “se ti senti offeso da questo, sei un potenziale pedofilo”, ma la casa discografica a quel punto ha preferito lasciare Elden nudo, come mamma lo aveva fatto.

A proposito della realizzazione dello scatto, oggi incriminato, il fotografo ha rivelato che non è stato per niente difficile scattare con un bambino così piccolo, ma non si può dire lo stesso di Kurt e compagni.

Quando Weddle ha dovuto scattare un servizio fotografico si Nirvana, Kurt Cobain non si è presentato all’appuntamento e si è reso introvabile. Quando poi ha deciso di farsi vivo si è sdraiato sul pavimento e ha dormito per oltre due ore. Solo al suo risveglio, lo shooting ha potuto avere inizio.

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