Quali sono gli hacker più famosi?

Quali sono gli hacker più famosi?

In questi giorni si sta parlando tanto di hacker e del fatto che ci sia un italiano dietro la più grande truffa europea sulle criptovalute.
Circa 120 milioni di euro scomparsi e oltre 230mila clienti raggirati: è la storia dietro il sito “bitgrail” fondato dall’informatico fiorentino Francesco Firano. Tutto inizia con un attacco hacker. Lui era il giovane rampante della finanza in bitcoin, il primo in Italia ad aprire uno sito di scambio di criptovaluta già nel 2017 e nell’arco di poco tempo ha raccolto 230 mila investitori italiani e stranieri. Sembra tutto fantastico, ma ora è indagato per una mega truffa da 120 milioni di euro.
Le domande alle quali gli investigatori stanno cercando di dare una risposta sono: chi sono gli hacker che hanno rubato questi 120 milioni di euro? C’era un contatto tra questi e Firano e i suoi soci? O ha fatto tutto da solo?

In fatto di hacker siamo messi bene in Italia. 7 anni fa, un hacker italiano ha bucato la Nasa, la Rai e la Cgil. Un ragazzo di Salò, che all’epoca dei fatti aveva solo 20 anni che ha confessato nel 2018.
Il ragazzo ha violato per ben otto volte il sito della Nasa, l’ente spaziale americano, uno dei meglio difesi al mondo, è riuscito a cambiargli i connotati con un defacciamento, ovvero la tecnica usata per dimostrare di avere preso possesso delle “chiavi” del sito stesso.
Tra i siti violati dal giovane hacker quelli della Polizia Penitenziaria, di alcune scuole ed ex provincie toscane, della CGIL e della RAI-Radio Televisione italiana.
Quando sei così bravo e riesci in imprese come quella di violare la Nasa, finisci per tradirti. Ed è quello che è successo. Il ragazzo  ha rivendicato le proprie gesta sui principali social network e ha dichiarato di appartenere a un gruppo chiamato “Master Italian Hackers Team”, già noto per i suoi attacchi a vari siti Internet istituzionali. In questo modo ha attirato l’attenzione della polizia che era già sulle sue tracce e alla fine ha confessato.




Ma chi sono gli hacker più famosi?

Partiamo dal presupposto che alcuni hacker vogliono far sapere al mondo della loro esistenza mentre altri sono sotto indagine per non essersi preoccupati di nascondersi.

Elliott Gunton ha iniziato la sua professione di hacker a 16 anni.
È stato accusato nel Regno Unito di furto di dati personali, contraffazione, riciclaggio di denaro con criptovaluta, lavoro su commissione come pirata informatico, hackeraggio di account Instagram famosi e rivendita ad altri hacker e possesso di immagini “indecenti” di bambini sul suo PC di casa.
Negli Stati Uniti è accusato di furto di identità e accesso non autorizzato a EtherDelta, un sito di cambiavalute e di sottrazione di milioni di dollari in un periodo di circa due settimane.
Nel Regno Unito ha scontato solo 20 mesi in prigione, mentre negli USA, se venisse arrestato, rischierebbe 20 anni di carcere.


Fancy Bear è un gruppo che al 90% collabora con la Russia e che ne supporta le operazioni di cyber-guerra. Fancy Bear è ritenuto molto pericoloso ed è responsabile di alcuni degli attacchi di più alto profilo degli ultimi 10 anni.
Hanno attaccato il governo georgiano per gettarlo nel caos proprio prima che l’esercito russo invadesse il Paese. E da allora, sono stati coinvolti in innumerevoli conflitti e controversie in quella regione svolgendo ogni tipo di attività: minacce a giornalisti e manifestanti contrari al Cremlino, attacchi informatici al Parlamento tedesco per oltre sei mesi nel 2014, minacce di morte alle mogli del personale dell’esercito degli Stati Uniti, disattivazione del 20% dell’artiglieria ucraina tramite un’app corrotta e la celebre violazione delle email della Convenzione nazionale democratica.
Nonostante sia uno dei gruppi di hacker più pericolosi al mondo, Fancy Bear non si prende quasi mai il merito del proprio lavoro, la maggior parte delle volte opera in nome di Anonymous o dell’ISIS.


Equation Group è stato fondato nel 2011 dell’unità Tailored Access Operations (o TAO) della National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti e per un po’ è stato un segreto di Stato. Si è occupato di spionaggio ma nel 2015 è stato scoperto.



Gli Shadow Brokers, invece, restano un mistero. Ma quali sono le loro imprese? Nel 2016 è apparso su Twitter un account di loro proprietà che ha annunciato la creazione di una pagina Web e di un repository GitHub contenenti istruzioni per partecipare a un’asta il cui vincitore avrebbe ricevuto una serie di strumenti utilizzati dall’Equation Group.
Di fatto stavano offrendo exploit essenziali per la creazione di alcuni degli attacchi malware più pericolosi del 2017.
Hanno attinto alle risorse dell’Equation Group, svendendone i segreti al miglior offerente e hanno dimostrato di essere in grado di accedere in modo apparentemente illimitato all’NSA.

In Corea del Nord c’è Ufficio 121, un gruppo di hacker che lavora per raccogliere fondi per il regime e seminare il caos tra gli Stati nemici. Ha attaccato gli Stati Uniti che hanno sanzionato la Corea del Nord, hanno realizzato e distribuito strumenti per la cyber guerra infettando circa 300.000 dispositivi e causando danni per quattro miliardi di dollari. Sono stati responsabili di una massiccia violazione dei dati contro Sony Pictures nel 2014 e hanno lasciato trapelare innumerevoli email e informazioni personali tanto che Sony ha dovuto spendere circa 15 milioni di dollari per rimediare ai danni.
Di fatto sono hacker del governo il cui compito è quello di impossersi di 60mila / 100mila dollari l’anno e per farlo posso usare qualsiasi mezzo.


Ovviamente non si può non citare The Syrian Electronic Army, il gruppo di hacker più famoso attivo oggi. Ha iniziato a farsi conoscere nel 2011, come gruppo segreto online in supporto al presidente siriano Bashar al-Assad. Ha effettuato attacchi a numerosi siti internet famosi, come Twitter e Facebook, riuscendo a renderli inaccessibili o inutilizzabili per un certo lasso di tempo. I suoi obiettivi sono realtà come il New York Times, the Huffington Post e LinkedIn.

 

Sicuramente hai sentito parlare di Anonymous, che ha come obiettivi Stati, la chiesa di Scientology, il Klux Klux Klan, PayPal e molte istituzioni di primo livello. Sono conosciuti per il loro motto, che lasciano spesso come firma dei loro attacchi: “Noi siamo Anonymous. Noi siamo una legione. Noi non perdoniamo. Noi non dimentichiamo. Aspettateci“.

Di altro carattere sono le imprese di Albert Gonzalez, considerato uno dei ladri più famosi al mondo, che è riuscito a rubare almeno 170 milioni di carte di credito e bancomat, prima di essere arrestato e condannato a 20 anni di carcere.

Ben di peggio ha fatto Astra, hacker greco che si è intrufolato nei computer della compagnia francese d’aviazione Dassault Group, rubando l’intero archivio dati che conteneva i progetti per nuove armi, jet da guerra e aerei usati per scopi bellici. Astra ha venduto queste informazioni segrete a numerosi Stati.
 

Concludiamo con Alexsey Belan, lettone, a 29 anni è stato l’autore della più grande fuga di dati della storia, con tre miliardi di account violati. Per farlo ha preso di mira siti Web di e-commerce in California e in Nevada, incluso Yahoo.

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