Com’è stato accolto Bugiardo di Fabri Fibra nel 2007?

Com’è stato accolto Bugiardo di Fabri Fibra nel 2007?

Il 9 novembre 2007 è uscito Bugiardo, il quarto album in studio di Fabri Fibra. Io in quel periodo lavoravo in un ufficio che odiavo, un po’ come quello di Rap in Vena, e ogni mattina mentre andavo al lavoro mi ascoltavo Bugiardo, un po’ per avere la carica giusta e un po’ perché sentivo di appartenere più a quella cosa lì che a quello che avrei fatto per le otto ore successive.

Ovviamente il periodo era quello della musica scaricata da eMule e messa negli iPod, il rap che passava in radio non era tanto, ti compravi anche il cd, ma andare in giro con il lettore cd era complicato, quindi eMule, iPod, cuffiette e via.

Dopo Tradimento e le rime ritenute scabrose da buona parte della stampa, c’era sicuramente chi sperava di non dover mai più sentire il nome di Fabri Fibra, ma c’era anche chi come me aspettava il suo nuovo disco. Se vogliamo Bugiardo è molto più curato dal punto di vista delle produzioni rispetto a Tradimento e Fibra ha fatto un passo in avanti dal punto di vista della scrittura, sempre rispetto a Tradimento.
La sostanza resta comunque la stessa: parole scomode, una dose di follia, un po’ di malessere e qualche argomento di spessore. Fibra parla del rapporto con la notorietà, con le donne, del mondo dello spettacolo, della politica, e ovviamente di cronaca e lo fa con un’ironia spesso macabra, riuscendo a calarsi ancora una volta nei panni del cattivo.

Come se non bastasse Fibra mette dentro il duetto con Gianna Nannini, quasi come se venisse consacrato nel mondo dei big della musica in un disco in cui arriva a ironizzare e a prendere per il culo il grande Festival della canzone italiana (Andiamo a Sanremo). Te lo vedi Fibra a Sanremo nel 2007? Magari con La Soluzione. A fiera del trash davanti a fiori e a signore e signori ben vestiti e imbalsamati. Sicuramente avrebbero mosso le testoline in modo composto…




Il titolo è Bugiardo perché i testi trattano una serie di verità talmente pesanti che riguardano il nostro paese e che è meglio pensare che siano bugie
aveva detto Fibra per spiegare il titolo Bugiardo. E in effetti è meglio così, perché se no sai quanti processi alle parole e quanta indignazione mediatica ci sarebbe stata? Sicuramente meno di adesso.



Pensa se uscisse oggi un brano in cui Fibra dice “una cicciona, con un cazzo di nano gay, nero…” praticamente gli direbbero che fa bodyshaming, che è omofobo e pure razzista.
E se dicesse “partito scelto: Bin laden mi piaci” sarebbe automaticamente uno che canta le lodi di un terrorista.

E con “ci sono cento modi per morire, funzionano tutti. Se in giro vedi un ponte, cazzo fai, non ti butti?
Il modo migliore per morire è con la droga, un mix di pasticche, eroina e altra roba” inneggia al suicidio e all’uso di droghe.

Insomma, si stava meglio quando si stava peggio, no? Ma sai che nel 2007, quando è uscito Bugiardo, non ha avuto grandi plausi da parte della critica e c’è stato ovviamente chi ha puntato il dito contro i testi di Fibra, che torna a parlare di Erika e del delitto di Novi Ligure, ma anche del piccolo Tommaso Onofri, che prende per il culo la tv e le sue subrette e politici del tempo. Ovvio che uno così lo guardi male, perché se non conosci il rap, e nel 2007 non tutti conoscevano il rap, uno che dice certe cose è scomodo, un folle e un pazzo. Eppure il disco è andato bene, ha raggiunto la sesta posizione in classifica e i singoli Bugiardo, La Soluzione, In Italia e Quasto è il nuovo singolo passavano in radio e su MTV.

Ma cosa scrivevano di Bugiardo nel 2007?

Un tale Michele Cavagna che si lamentava del fatto che Universal non ha fatto uscire neanche una copia per i giornalisti (e ora la situazione non è poi così diversa) scriveva: “rappresenta un disco importante per l’hip hop in Italia: con Vile Denaro, Anima e Ghiaccio e Karma (ognuno con modalità e per motivi diversi) è uno dei dischi imprescindibili di questo 2007 di hip hop nazionale (anche se il sottoscritto gradirebbe aggiungere Noyz Narcos… e magari pure Metal Carter).
Che piaccia o meno è comunque un disco chiave per la doppia H nel bel paese ed il fatto che abbia anche oggettivi elementi di qualità non può che essere un bene per l’hip hop italiano tutto. Poi ognuno ascolti quello che vuole in pace…“IN ITALIA!!”.

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