Com’è nato il fenomeno dell’Emo Rap?

Com’è nato il fenomeno dell’Emo Rap?

A chi pensi se dico Emo Rap? A Lil Peep, XXXTentacion, Juice WRLD, Lil Uzi Vert.

Lil Peep, oltre ad essere stato definito il Kurt Cobain del rap, è anche una delle figure cardine dell’emo rap, o emo trap, insieme ovviamente a XXXTentacion.

Se parliamo di Emo ci vengono in mente quei gruppi di fine anni ’90 – primi anni 2000 con la frangia, i capelli neri, i jeans skinny rigorosamente neri, e quel genere a metà tra il rock e il punk, che parlavano ed esprimevano di fatto un malessere. E se pensiamo a Emo come Emotional, ci rendiamo conto che quello che collega l’Emo con l’Emo Rap sono le tematiche. Il malessere, il sentirsi incompleti, infelici, inadeguati, avere una salute mentale precaria, soffrire magari d’ansia sono di fatto gli argomenti sia della musica Emo che dell’Emo Rap. Tematiche che ormai abbiamo imparato a conoscere bene e che spesso sono accompagnate da beat cupi.





Sappiamo che Lil Peep è considerato uno dei maggiori esponenti dell’Emo Rap, ma c’è chi sostiene che gli antenati di questo genere musicale siano addirittura Eminem, Kid Cudi, Drake. Mi dirai cazzo c’entrano? Beh, Eminem se vogliamo è stato uno dei primi a parlare del suo rapporto con le droghe e della sua complicata situazione familiare Kid Cudi, invece, ha spesso parlato di ansia e depressione, mentre Drake spesso è stato etichettato come emo, principalmente per So Far So Gone dove fa un bilancio non positivo di ciò che era diventato. Nonostante non siamo soliti accostare nomi come Eminem, Kid Cudi e Drake all’Emo Rap e per molti sia addirittura una forzatura o un’eresia farlo, i tre artisti hanno affrontato tematiche che poi sono diventate punti cardine dell’Emo Rap.

Il primo artista Emo Rap è incredibilmente uno svedese, Young Lean, che nel 2013 ha pubblicato un disco, Unknown Death 2002, nel quale, sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, parlava di suicidio e depressione.
Questa ondata è stata poi seguita e portata all’apice da Lil Peep, XXXTentacion, Lil Uzi Vert, Lil Xan, Juice WRLD. Fa strano pensare che tre di questi artisti siano già morti prematuramente a 20 anni. Fa strano anche pensare come oggi siano considerati delle vere e proprie star, anche in Italia, dove quando il fenomeno Emo Rap ha iniziato a prendere piede, il pubblico si è diviso nettamente. C’è stato chi lo riteneva noioso e ripetitivo e chi invece sentiva come Lil Peep o XXXTentacion riuscissero a parlare in un modo diverso attraverso la loro musica, comunicando sensazioni ed emozioni difficili da spiegare e da tirar fuori.


Se pensiamo a Lil Peep, lui aveva un immaginario chiaro e definito: chitarroni in sottofondo e sample di matrice punk-rock/emo, il tutto amalgamato con i canoni classici della trap moderna. Non solo, Lil Peep, aveva il dono di fare del suo malessere interiore e della sua solitudine, della lotta lotta contro la depressione, le droghe e l’accettazione di se stesso, un polo in grado di attirare l’attenzione di fan da tutto il mondo, come se lui non fosse l’unico a vivere quelle emozioni, ma fosse compreso da milioni di persone.

Questo è stato sicuramente uno dei punti di forza di Lil Peep, che purtroppo non è riuscito a sconfiggere e a sopravvivere al suo malessere e che emerge nella sua interezza nel documentario Everybody’s Everything.

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