La pagella delle hit dell’estate 2020

La pagella delle hit dell’estate 2020

L’estate sta finendo e un anno se ne va… Cantavano i Righeira e in effetti arrivati al 18 di agosto possiamo anche dire “e anche i tormentoni di questa estate ce li siamo levati dai coglioni“. Basta reggaeton all’italiana, ritmi latini e tutti i cliché che accompagnano le hit estive da decenni.

E mentre Shade ha raccolto i tormentoni dell’estate in un freestyle, il 2020 ha riesumato pure Luca Dirisio, Le Vibrazioni e Luca Carboni e io vi regalo la mia pagella.

 

 

 

 

5 a Mediterranea di Irama. E fallo un po’ di reggaeton che è estate! La tipica canzone che piace all’italiano medio, senza pretese, orecchiabile e che mette d’accordo tutti dai bambini ai nonni, non a caso è tra i brani più passati in radio e nelle prime posizioni delle classifiche.

 

 

 

 

5 a Karaoke dei Boomdabash e Alessandra Amoroso. Squadra che vince, rompe i coglioni anche l’anno seguente. E infatti eccoci di nuovo qua ad ascoltare questo magnifico gruppo con i loro balletti da villaggio vacanze. Visto che non c’è due senza tre, ce li ritroveremo anche l’anno prossimo? Karaoke è il tipico brano che non piace, ma che a furia di sentirlo ovunque, pure dal panettiere, per osmosi e sfinimento lo canti.

 

 

 

 

6 a Guaranà di Elodie. Ogni estate Elodie ci propone un cocktail. E così, dopo il Margarita dell’anno scorso, quest’anno è passata a tequila e guaranà. Quale sarà il cocktail del prossimo anno? Sex on the beach? O fa troppo old school?

 

 

 

 

4 a Non mi basta più di Baby K. Sono almeno 4 anni che Baby K si conferma la regina dell’estate con canzoni assurde, arrivati a questo punto credo che farebbe disco di platino anche se ruttasse per 3 minuti, se no non si spiega.

 

 

 

 

6 a A un passo dalla luna di Rocco Hunt e Ana Mena. Quella vecchia volpe di Rocco Hunt… Ha mandato avanti Fred De Palma per due estati consecutive, ha
visto che il reggaeton con Ana Mena dava i suoi frutti e taaac si fatto la hit.

 

 

 

 

6 a Paloma di Fred De Palma e Anitta. Fred De Palma, colui che sta in letargo 10 mesi e campa di rendita con la hit estiva. Chiamalo scemo… Fai un singolo all’anno e sei a posto. Peccato che quest’anno l’aver cambiato partner non gli abbia giovato in modo particolare, avrebbe dovuto prendere esempio dai Boomdabash: squadra che vince non si cambia.

 

 

 

 

8 a Bimbi per strada (Children) di Fedez. Dopo i tormentoni con J-Ax, Fedez ha detto fanculo le hit estive, faccio una canzone che non parla d’estate e di temi estivi, non farò la pubblicità del cornetto Algida, ma cazzomene, ma ti metto una base che spacca, un ritornello che non puoi non cantare, un testo che capirai l’anno prossimo e te la metto in quel posto perché alla fine sarà la colonna sonora della tua estate.

 

 

 

 

5 a Ciclone di Takagi & Ketra feat. Elodie e Gipsy Kings. Ci sono più persone in questa canzone che in palestra. Questo è il tipico tormentone estivo, ma almeno, se parliamo di ritmi latini, i Gipsy King sanno il fatto loro. Solo che quel sotto voce dirti sì ripetuto all’infinito che te lo sogni anche di notte, più che un tormentone è un tormento.

 

 

 

 

5 a Autostop di Shade. Povero Shade, sono finiti i tempi delle hit estive che spaccavano i culi. Non può più vivere di rendita come l’amico Fred. È la seconda hit estiva che floppa, meglio darsi ai freestyle o cambiare stagione.

 

 

 

 

5 a La isla di Giusy Ferreri e Elettra Lamborghini. Quando Giusy Ferreri canta “tu mi fai cantareee” penso sì ma sono 20 anni che canti allo stesso modo, cambialo sto flow ogni tanto. Per il resto che vogliamo dire? Magari l’anno prossimo andrà meglio.

 

 

 

 

6 a Una voglia assurda di J-Ax. Posso dire che rimpiango Ostia Lido? E pure che avrei messo come hit estiva La mia hit? Vabbè, in fondo non è estate senza lo zio Ax, che giustamente ha giocato tutto su quel “una voglia assurdaaaaa” e fine della canzone.

 

 

 

 

8 a Dorado di Mahmood, Sfera Ebbasta e Feid. Posso togliere la strofa di Sfera? Come no? Vabbè… Dorado è uno dei brani migliori di questa estate, certo il livello è talmente basso che ci vuole poco, ma Mahmood e Feid hanno spaccato e non poco in un brano decisamente leggero, ma dal sound fresco ed unico.

 

 

 

 

7 a Il Sudore ci appiccica di Francesco Gabbani. Praticamente Gabbani ha tolto “la scimmia nuda balla, Occidentali’s Karma” e ha messo “e comunque si balla
Come bolle nell’aria” ma ha lasciato il mood invariato. Insomma cambiano le parole, ma la canzone sembra sempre quella, con le solite parole che sembrano messe a caso, come banana, Avana, bacia bacia, picchia picchia. Ma che viaggi si fa prima di scrivere i testi? È talmente assurdo da essere geniale.

 

 

 

 

7 a Bam bam twist di Achille Lauro. Qui Lauretto è stato furbetto. Prima di uscire con la dance degli anni ’90, ci ha buttato lì un twist, che oggettivamente non dice un cazzo, ma che è una hit. L’ascolti senza le menate alla hit estiva, senza quel reggaeton che ti ha frantumato le balle, la balli e ti sembra una ventata d’aria fresca. Ma in fondo dice solo twist e poi bam bam.

 

 

 

 

7 a Sono un bravo ragazzo un po’ fuori di testa di Random. Random è uno dei pochi che non si è fatto prendere dalla smania del reggaeton e dei ritmi latini e già solo per questo merita un applauso. Per l’estate ci propone un singolo leggero, ritmato e spensierato, quasi cantautorale in grado di mettere d’accordo un po’ tutti.

 

 

 

 

7 a Defuera di DRD, Marracash, Madame e Ghali. Ritmi latini, mediorientali e elettronici si fondono in questo brano che mostra ancora una volta la versatilità di Dardust e mette insieme un trio inedito. Dafuera piace perché al mix di sonorità si unisce una Madame decisamente più pop, un Ghali che cavalca i ritmi latini e un Marracash che ci porta un po’ di rap. Praticamente Dardust ha messo insieme suoni, stili e generi diversi in un mix che funziona molto bene.

 

 

 

 

8 a Liberi di Danti, Raf e Fabio Rovazzi. Questo è decisamente il trio più inedito dell’estate, nonostante Danti e Rovazzi abbiano già collaborato in passato, è stata davvero coraggiosa e interessante la scelta di coinvolgere Raf. Liberi è un brano che risponde perfettamente sia alla necessaria stagionalità che alla personalità dei suoi protagonisti, sia al momento di “ripresa”, di ritorno alla normalità che tutti stiamo cercando. È una sorta di inno alla libertà.

 

 

 

 

6 a La canzone dell’estate di Luca Carboni. Se penso a Luca Carboni e all’estate, mi viene subito in mente Mare Mare del ’92. Insomma, il 2020 ha riesumato Luca Carboni, che prima ha collaborato con Danti e Shade in Canzone Sbagliata e poi ci porta un brano ovviamente pop, cantautorale, e anti reggaeton. Una visione tutta personale di come dovrebbero essere i tormentoni estivi.

 

 

 

 

7 a Como suena el corazon di Gigi d’Alessio e Clementino. Il brano era già una hit, un classico del repertorio di Gigi D’Alessio che bene o male conosciamo tutti ed è stata furba l’idea di riproporlo in chiave moderna con Clementino. Insomma un modo per portare un qualcosa che già piaceva a funzionava dandole nuova vita e una spolverata di modernità, come prendere un mobile antico e ristrutturarlo.

 

 

 

 

7 a Spigoli di Carl Brave, Mara Sattei e Tha Supreme. Carl Brave ormai è una certezza e in questa collaborazione con Tha Supreme e Mara Sattei ci ricorda perché è diventato un habituè dei piani alti della classifica italiana. L’unione tra indie e trap è datata 2018, e potrebbe essere una cosa vecchia, se non fosse che Carl Brave è riuscito ad unire un sound fresco con la capacità di piazzarsi senza fatica ai piani alti della classifica italiana. Merito di basi che mischiano una trap edulcorata da ogni asprezza, l’ariosità tipica del pop tricolore di qualità e l’indie mainstream con testi sospesi fra l’ironico, l’autoironico e la descrizione di una quotidianità sospesa fra cazzeggio e (leggero) disadattamento.
Spigoli è la rappresentazione di tutto questo: ha una base indie pop con retrogusto trap, un testo che racconta tra l’ironico ed il malinconico una storia d’amore complicata, due voci maschili filtrate dall’autotune che dialogano con una delle migliori voci femminili della nuova generazione. In pratica è esattamente quello che il pubblico chiede, ovvero un mix di tutto ciò che oggi va per la maggiore.

 

 

 

 

8 a Superclassico di Ernia. Che dire? Ernia ha letteralmente spaccato con il suo ultimo disco Gemelli e qualunque traccia fosse diventata una delle hit di questa estate, sarebbe andata bene. Ma Superclassico è forse la migliore, ha un mood più soft, una storia d’amore, un bel ritornello ed è perfetta per conquistare tutti, anche quelli che non amano il rap e non conoscevano Ernia.

 

 

 

 

5 a Bella Così di Chadia Rodriguez e Federica Carta. Ottima la scelta di farsi paladine contro il bodyshaming e lanciare il messaggio siamo belle nonostante quello che dicono gli altri, ma la voce elettronica di Chadia che sembra un robot e non una cantante è decisamente fastidiosa e da inno contro il bodyshaming a canzonetta alla Non è la rai il passo è brevissimo.

 

 

 

 

7 a Chico di Guè Pequeno, Luchè e Rose Villain. Con le sue atmosfere di stampo latin urban, Chico unisce il rap di matrice americana alle più sofisticate tendenze della musica pop internazionale e diventa una valida alternativa alle hit reggaeton che sembrano fatte con lo stampino.

 

 

 

 

6 a M’Manc di Shablo con Sfera Ebbasta e Geolier. Dal punto di vista del beat Shablo ci propone un qualcosa che ha davvero poco a che fare con l’hip hop, ma che suona come una di quelle hit estive, senza i crismi delle hit estive, da ascoltare post serata. Geolier e Sfera Ebbasta si altarnano perfettamente sulla base, ma il pezzo regge più grazie alla presenza di Geolier che a quella di Sfera, che sembra essere diventato ripetitivo nelle sue strofe.

 

 

 

 

5 a Guapo di Anna Tatangelo e Geolier. Guapo è una scossa nell’universo melodico di Anna: nato dalla penna di Geolier e Martina May, prodotto da Dat Boi Dee e mixato da Mixer T, è un cocktail esplosivo in cui le voci della cantante e del rapper si affrontano tra rime e schermaglie. Un singolo che segna una nuova tappa per Anna, un nuovo capitolo musicale.
Con questo brano la cantante cambia pelle misurandosi con un flow del tutto inedito, che ben poco le appartiene e finisce per fare da corollario alle ottime strofe di Geolier.

 

 

 

 

7 a Portofino de Il Pagante. È un inno ironico alla dolce vita italiana e a uno dei luoghi più iconici e straordinari del nostro Paese: Portofino. La canzone gioca con le ambizioni e le velleità degli italiani attraverso sonorità e atmosfere anni ’80 rivisitate in chiave dance edm. Nel testo il Pagante sottolinea le nostre contraddizioni da “vorrei ma non posso” elencandole con rime sempre taglienti e mai banali: dai grandi marchi di lusso alle Stelle Michelin e sfavillanti yacht in porto. Ovviamente Portofino non è uno di quei brani rap capolavoro che ti fanno dire wow, ma Il Pagante non fa rap e nel fare questo genere di brani alla Sapore di mare di Carlo Vanzina è imbattibile, ascolti Portofino e ti sembra di vedere uno di quei film tipici della commedia all’italiana.

 

 

 

 

7 a Balla per me di Tiziano Ferro e Jovanotti. È indubbiamente uno dei successi del 2020, e una delle canzoni del momento. Metti insieme due big della canzone popolare italiana, un testo a tratti struggente e a tratti speranzoso e praticamente la hit è fatta.

 

 

 

 

5 a Un’altra estate di Diodato. A Un’altra estate preferisco nettamente Un’altra Brasca, eppure il vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo è nostro malgrado tra i tormentoni dell’estate. Una bella canzone indubbiamente, ma è la solita menata: la strofa che parte piano e il ritornello struggente.

 

 

 

 

6 a Bali e Dubai di Biondo. Biondo piace ai ragazzini, e ancora di più alle ragazzine. Il brano è anche carino, ritmato, ben scandito, ti dà quasi l’impressione di ascoltare un qualcosa di estremamente nuovo, ma basta andare indietro nel tempo per accorgersi che Paolo Meneguzzi e Luca Dirisio l’hanno fatto molti anni prima. Biondo prova anche a darci una strofetta quasi rappata per cavalcare quella che è la tendenza che va per la maggiore, ma il rap mica possono farlo tutti. Nel complesso Bali e Dubai fa il suo dovere: ti cattura e rincoglionisce, alla fine la canti anche se non vuoi.

 

 

 

 

5 a Per fare l’amore di Le Vibrazioni. Dice qualcos’altro oltre a ripetere a oltranza “per fare l’amore”? Di fatto la canzone è figlia del lockdown, ritroviamo i balconi e sembra che durante questo lockdown gli artisti non avessero altro da fare che scrivere e registrare canzoni. L’esplorazione di nuove sonorità ha di fatto portato una ventata di elettronica nel rock della band: una strofa dove non è la chitarra ad essere protagonista che si apre poi ai suoni classici del gruppo nel ritornello. Quindi almeno abbiamo qualcosa di diverso rispetto ai brani iconici delle Vibrazioni.

 

 

 

 

6 a Occhi negli occhi di Luca Dirisio. Prima ho detto che Biondo ha riproposto sonorità che Luca Dirisio aveva già portato anni fa, solo che Biondo è il presente e Luca Dirisio è il passato, qualcosa di obsoleto. E infatti, nonostante il singolo non sia per niente male, non può competere con la freschezza di Biondo.

 

 

 

 

7 a Ridere dei Pinguini Tattici Nucleari. Questi ragazzi sono forti. Decisamente forti. Ridere è un brano spensierato, ricco di energia positiva, perfetto per il post lockdown e il periodo estivo che per natura è leggero.

 

 

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