Antonio Ricci dà del fake ad Achille Lauro

Antonio Ricci dà del fake ad Achille Lauro

Che Striscia la notizia non simpatizzasse per Achille Lauro lo avevamo già capito l’anno scorso quando Valerio Staffelli ha raggiunto Lauro al Festival di Sanremo per accusarlo di parlare di droga nella sua Rolls Royce. Da lì in poi Striscia è andata avanti come un treno con servizi su servizi che avvaloravano la loro tesi.
Noi di tutta quella bagarre ricordiamo con piacere quel “Staffelli lei è un tonno” detto da Achille Lauro a Valerio nel momento in cui gli veniva regalato il tapiro d’oro.

 

 

 

 

Ora, Antonio Ricci, patron di Striscia la Notizia, in una dissacrante intervista rilasciata a Il Corriere della Sera smonta passo dopo passo la carriera di Lauro:

Non lo trovo sincero. Penso sia un ottimo prodotto di marketing, un perfetto indossatore per Gucci. Per fare il trapper raccontava nelle interviste di essere cresciuto nella miseria, tra droga e carcere. Appena arrivato al Festival di Sanremo, per allargare il suo pubblico, ha spacciato la sua canzone sulla droga Rolls Royce come se fosse la rilettura della Balilla di Giorgio Gaber. Abbiamo avuto cantanti e poeti che hanno apertamente scritto opere sull’argomento droga, sinceramente e senza problemi. Lui, appena annusato l’odore del quattrino, si è genuflesso a Gigi Marzullo. Un vero “maledetto” doc. È riuscito a sostenere che il suo album “Dio c’è” fosse una riflessione religiosa, quando invece è l’acronimo di DrogaInOfferta CostiEconomici. Ha ricevuto pure il plauso dell’Avvenire. Quest’anno è venuto fuori che suo padre è un magistrato di Cassazione e che andavano in vacanza a Cortina. Non vorrei offendere, ma, secondo me, è assolutamente etero, fa finta di essere trisessuale, solo per essere più trendy”.

 

Antonio Ricci ha ragione? Su Rolls Royce non credo, sullo switch da persona cresciuta nel disagio ad artista che studia ogni sua minima mossa forse. Sinceramente ricordo che fino a tre anni fa, diciamo al periodo di Ragazzi Madre, la maggior parte degli artisti della scena rap italiana erano unanimi nel dire che Lauro fosse uno dei pochi che raccontava solo quello che effettivamente aveva fatto. Possiamo dire lo stesso dopo che abbiamo saputo di suo padre? Da quando quella notizia è esplosa, qualche mese fa, la credibilità di Lauro ha iniziato a vacillare, ma lui era già andato oltre, aveva già sorpassato il rap e la trap, non voleva più far parte di quella scena e di quel genere da cui ha preso più volte le distanze. Quindi cosa gli interessava in quel momento che si dicesse che non era cresciuto nel disagio come ci aveva sempre raccontato? Era già andato oltre. Ora sì, per certi versi Lauro ha smesso di essere spontaneo ed è diventato una sorta di prodotto di marketing e sì è etero, ma ha da sempre giocato sulla sua sessualità, fin dai tempi in cui indossava parrucche rosa, occhiali e accessori da donna. Antonio Ricci ha scoperto l’acqua calda? O forse avrebbe fatto meglio a informarsi prima di sparare frasi ad effetto?

Sicuramente l’immagine e il background di Achille Lauro sono state ripulite in un modo pazzesco dalla sua partecipazione al Festival di Sanremo dell’anno scorso, quasi come se chi si occupa della sua immagine abbia voluto trasformarla rendendola adatta alle famiglie, ma Lauro è sempre stato eccetrico e controcorrente e questo suo lato è stato semplicemente amplificato da collaborazioni importanti come quella con Gucci. Va detto che Ricci ha ragione nel dire che si può parlare di droga, ma basta ammettere che si sta parlando di droga, senza nascondersi dietro una faccia che non appartiene.

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