La parola del mese di aprile è Noia

La parola del mese di aprile è Noia

Dopo le prime settimane di incertezza, nelle quali ci siamo sentiti come leoni in gabbia privati della nostra libertà, nel mese di aprile abbiamo imparato a stare a casa. E in questo continuo oziare i social network sono diventati la nostra compagnia. Lo erano già prima, ma non potendo vedere i nostri amici e svolgere le nostre attività quotidiane, abbiamo trovato in quella piccola scatola che è il nostro smartphone il nostro intrattenimento primario.

 

Tutto si è spostato sui social. Tutto è diventato social, con dirette, live streaming, gossip, musica, nuovi format, concerti, è tutto lì a portata di mano. Tutto è diventato un po’ più familiare e più certo, quasi come se avessimo una sicurezza in più nell’aprire Instagram.

 

Troviamo Lazza che accusa Fedez di plagio, Emis Killa che scazza con tha Supreme, Gemitaiz che insulta Taxi B, Sapo Bully che dà del 40enne sfigato a Gemitaiz, che a sua volta insulta Michele Wad Caporosso, Lil Pump che fa bere la pipì a un fan, French Montana che litiga con Young Thug, 6ix9ine che si domanda perché tutti lo stiano chiamando snitch, Social Boom che accusa Laioung di aver violato il lockdown. Insomma, apriamo Instagram e ci troviamo a scorrere i post come se stessimo sfogliando Novella 2000, e pensiamo “tutto questo trash a Barbara D’Urso fa ‘na pippa”.

Ma ammettiamolo, non è un po’ noioso? E allora la domanda è nata spontanea: quando potremo tornare alla nostra vita? Quando potremo andare a un concerto? E la risposta non ci è piaciuta per niente: primavera 2021.

 

Un anno. Un anno senza concerti. Senza club. Sembra un’infinità. E lo è.  Anche se i concerti si stanno spostando su internet, come quello di Clementino sul tetto di casa sua a Cimitile, o i Backstreet Boys che cantano ognuno a casa propria I want it that way, o il tributo di Post Malone ai Nirvana, o ancora il mega show di Travis Scott su Fortnite, guardare un live da uno schermo non è la stessa cosa che viverlo. Certo, tutto questo ci fa compagnia, ci gasa, ci intrattiene, ma a lungo andare ci sentiamo soli e ci annoia. Perché l’unica cosa che vorremmo è anche l’unica cosa che non possiamo fare: stare insieme.

Sembra assurdo che un momento semplice e normale come andare a un concerto sia diventato guardare un concerto dal telefono o dal pc, da solo, a casa tua, magari in pigiama.

 

Eppure questa è diventata la nostra quotidianità, e quindi assistiamo alla nascita di progetti come la prima discoteca digitale, il concerto del 1 maggio con gli artisti dislocati in location diverse, Ghemon che dà il via agli instore digitali, la tv che diventa un collegamento in streaming. È tutto social. È tutto streaming. 

Possiamo essere ovunque, guardare tutto senza spendere un euro e stando comodamente seduti a casa nostra. Grazie a Dio Netflix non si ferma così come la musics. Gli artisti continuano a pubblicare musica nonostante anche loro non se la stiano passando bene, come tutti, questa crisi ha colpito anche loro, così come il mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento.

Siamo annoiati e stiamo assistendo al declino del nostro Paese. Non solo non possiamo avere la nostra vita indietro e dobbiamo trovare compagnia in quella scatoletta che teniamo sempre in mano, ma iniziamo ad avere anche un senso di incertezza. E a pochi giorni dall’inizio della Fase 2, ci chiediamo come sarà?

 

Potremo vedere i congiunti, gli affini e gli affetti stabili, andare al parco, mantenere un metro di distanza, indossare mascherina e guanti e troveremo ancora conforto e compagnia nei social, consci del fatto che questo lockdown sia stato un fallimento totale.

 

Siamo tutti un po’ annoiati, scazzati, scoglionati. Lo sono io che scrivo, lo sei tu che leggi, lo sono gli artisti che non sanno più cosa fare o dire sui social, lo è chi commenta, lo è chi scorre i post su Instagram senza neanche prestare attenzione, tutti siamo annoiati. Tutti stiamo sentendo il peso di questo isolamento che Massimo Pericolo ha paragonato agli arresti domiciliari. E ci sforziamo di fare del nostro meglio, io mi sforzo di non scrivere cazzate, ma spesso ho la mente annebbiata, ci sforziamo di combattere la noia, di intrattenere e intrattenerci.

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