Yanky e Mattway ci raccontano Toy Boy

Yanky e Mattway ci raccontano Toy Boy

Mattway e Yanky sono solo due dei tanti talenti che compongono la grande famiglia di artisti No Face. L’etichetta che fa capo ad Achille Lauro e Dj Pitch ha recentemente rilasciato l’album No Face Forever nel quale, in 21 tracce, si viene letteralmente catapultati nell’immaginario No Face. Nel disco, i mondi di ognuno degli artisti coinvolti si mischiano con quelli degli altri dando vita a tracce e collaborazioni inedite, come Toy Boy, dove, su produzione di Boss Doms, Mattway e Yanky collaborano per la prima volta insieme.

Come siete entrati a far parte di No Face?

 

Mattway “La prima bella domanda, me
lo chiedo anche io a volte. Sicuramente è stata una benedizione ,né io né Uzi ce lo aspettavamo, sopratutto di entrare nel roster di Lauro che è un artista che rispettiamo e ascoltiamo fin dalla culla, ma neanche di ciò che stiamo diventando. Ricordo che una sera tornai a casa e mi ritrovai nelle richieste di IG un messaggio da parte di No Face, all’inizio non mi sembrava vero. A volte tutt’ora mi sveglio la mattina e cerco di convincermi che sia tutto reale..”

 

Yanky “Mi chiamarono nell’ottobre del 2017, Dogslife fece ascoltare a Pitch e Lauro “New Wave”.
Lauro fu incantato dal fatto che giravamo, nella stessa zona: Conca D’oro, Tufello, Nuovo Salario… E così misi in ballo anche Kiddy.
Cominciammo da subito a lavorare sodo!”

 

Com’è stato collaborare con tanti artisti per la realizzazione di No Face Forever?

 

Mattway “Beh sicuramente un’esperienza indimenticabile..
Eravamo 10 pazzi scappati di casa, rintanati in studi giganti non poco lontani da Milano. Sembrava di stare a Los Angeles. Lauro e Pitch hanno ben pensato, avendo a che fare con 10 pazzi fulminati, di adottare un modello scolastico per la realizzazione di quest’album. Sveglia la mattina presto, colazione, briefing sul da farsi e rintanarsi in studio fino all’alba del giorno dopo. Quelle che avete sentito su No Face Forever sono solo un decimo di tutta la musica registrata lì. C’erano chitarristi, pianisti, tecnici del suono, qualsiasi cosa ci serviva era a disposizione. Era come un set dei film solo rimodellato per la musica.
Ma sopratutto si è creato un certo legame tra tutti noi. Ricordo Simon P che quando andavamo al centro commerciale a pranzare mi comprava le sigarette o Sedato che per tutte le volte che gli chiedevo un accendino alla fine me ne ha comprato uno. Da questi piccoli gesti fatti tra di noi si è creato questo ‘legame’, non so come definirlo, so solo che ci ha portato a fare della buona musica”.

 

Yanky “Un’esperienza unica, confrontarmi con gente come Simon P o Sedato Blend, o lo stesso Lauro che comunque fanno parte del gioco da anni.
Ci trovammo subito anche con Matt e Uzi, abbiamo fatto i “danni” ahhaha (pitch era disperato). Però abbiamo tirato su un bel lavoro!”

 

 

 

Qual è ad oggi la vostra traccia preferita dell’intero disco?

 

Mattway “Non lo so. Per me è un bel disco ed ogni traccia ha il suo fascino. Non ne ho una preferita, mi piacciono tutte perché conosco il disco dall’interno, e so con quanta dedizione e passione è stato fatto.
Ricordo Lauro e Vale stare fino alle 5 di mattina sulla struttura di una traccia che neanche è presente nel tape. Vi lascio immaginare il lavoro fatto sulle tracce presenti. Ora si pensa che fare un disco sia entrare in studio e registrare, da quest’esperienza ho capito che non è assolutamente così. Ci vuole tempo per fare un prodotto di qualità e No Face Forever lo è senza alcun dubbio secondo me”.

 

Yanky “Gira Gira credo sia una delle tracce che mi hanno colpito di più dalla prima volta che l’ascoltammo”.

 

 

 

 

C’è un artista in particolare a cui vi ispirate maggiormente?

 

Mattway “Io ascolto di tutto dai Migos a Joe Cocker. In questo periodo sto in fissa con Travis Scott, è l’unico che non fa la solita ‘Trappata’ e ha un modo totalmente unico con cui si approccia al beat.
In italia non mi ispiro a qualcuno in particolare ma posso dire che Gemitaiz mi abbia influenzato molto, anzi, credo che abbia insegnato a tutti quelli della mia generazione come si fa questa roba. Ma se ho scoperto questo mondo è grazie a mio fratello che da quando avevo 6 anni mi faceva una testa così tra Eminem, Colle Der Fomento e Truceklan perciò ho un bel passato ‘HipHopparo’ ahahaha”.

 

Yanky “Nell’ultimo periodo sto ascoltando poco rap… Qualcosa di americano come NBA Young Boy o Lil Baby, però veramente poco.Mi sto concentrando più su musica diversa.. vedrete più avanti”

 

Per quanto riguarda Toy Boy, com’è nata la traccia? E com’è stata la collaborazione tra voi?

 

Mattway “Allora, all’inizio ricordo che doveva essere una traccia singola di Yanky. Io ci ho registrato ma non si sapeva se dovesse essere o meno nel tape, fin quando ne abbiamo scartata una e inserito questa. Mi ricordo quando l’ha sentita Doms, si è preso un sacco a bene, eravamo al Viper di Firenze e prima di suonare disse che era una hit. Yanky è un ragazzetto sveglio per la sua età e poi è un fratellino, ci sentiamo tutti i giorni è nata una bella amicizia e mi sono ricreduto un sacco sulle sue capacità… è veramente bravo e mi piace quello che fa. Certo è ancora innocente ma non è assolutamente un fesso, anzi.
Love u Yankuzzo”.

 

Yanky “Doms mi disse che aveva un beat per me, me lo mandò e registrammo subito. Matt senti la traccia e mi disse “famola insieme”. Ero mega contento, penso sia la traccia di cui son più soddisfatto”.

 

 

 

 

Qual è la frase o la rima di uno degli artisti No Face che stimate al punto da dire “vorrei averla scritta io”?

 

Mattway “Non vorrei averla scritta io ma la seconda strofa di Uzi su Battiato mi fa piangere. Mi fa piangere perché io quello che dice, l’ho visto con i miei occhi. Ricordo erano in 20 dentro casa tra zie e zii e mi diceva comunque “Vieni a dormire da me” e restavamo svegli tutta la notte a scrivere e a parlare. Ogni volta dentro quella casa si creavano discorsi mistici. Comunque tornando a noi la seconda strofa di Battiato è quella che stimo di più”.

 

Yanky “Non ne ho una in particolare, perché siamo talmente tutti così diversi che una rima scritta da un Simon P la può aver scritta solo lui, e se l’avessi scritta io non avrebbe avuto lo stesso significato. O come se un Matt avesse scritto una rima di Sedato blend o un Uzi una rima mia, torniamo sempre allo stesso discorso!”

 

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