Vacca difende Jamil e si esprime su Esse Magazine

Vacca difende Jamil e si esprime su Esse Magazine

Dopo che Jamil ha espresso la sua opinione nei confronti di Esse Magazine e di Antonio Dikele Distefano, Vacca è corso in sostegno dell’amico. Del resto Vacca aveva difeso Jamil anche quando quest’ultimo aveva picchiato un fan reo di aver indossato la maglietta del bra d Propaganda a un suo live, quindi c’era da aspettarsi che lo soatenesse anche questa volta. Ultimamente dar contro a Esse Magazine è un po’ come sparare sulla Croce Rossa, ma se te le cerchi alla fine te le prendi anche.

 

Avete presente quando al telegiornale al posto di parlare del bambino che muore vi mostrano il video del gattino che eredita i soldi della padrona? È palese che qualcuno abbia interesse a rendere famoso il video del gattino ricco piuttosto che parlare di cose di reale importanza. La stessa cosa accade nelle testate giornalistiche: titolo gigante Trapper beccato a pisciare per strada, titolo piccolissimo Politico trovato con 20g di barella addosso. Ognuno fa i propri interessi, i giornalisti fanno quelli dei propri padroni che decidono su chi puntare l’interesse e chi boicottare. Come quando Balotelli giocava in Italia e si parlava più di dove parcheggiava la macchina piuttosto che dargli crediti per i gol che faceva. Lo stesso vale per il Magazine che ha recensito il disco di Jamil: vi siete soffermati solo su ciò che volevate voi e avete tralasciato tutto quello che di innovativo e di buono ha portato quest’artista. Addirittura siete riusciti a giustificare gli artisti che spingete ogni giorno solo perché copiano gli americani e gli americani sono fonte d’ispirazione per tutto il mondo, adesso è lecito copiare secondo voi? Comunque non ci stupisce niente, niente di nuovo e niente di strano: quando chiedi favori ai più potenti il favore glielo devi tornare no?

 

Vacca è stato molto chiaro e sobrio nell’esprimere la sua opinione ma ha detto una grande verità: QUANDO CHIEDI I FAVORI AI PIÙ POTENTI, I FAVORI GLIELI DEVI TORNARE, NO? Con queste parole ha espresso perfettamente il modus operandi di Esse Magazine.

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