Lettera aperta all’industria musicale

Lettera aperta all’industria musicale

Ho letto questo post su Facebook e mi sento di condividerlo, perché fa pensare sul mondo della musica, sull’industria musicale, sull’arte di fare musica e su tutti quegli artisti che vengono osannati e che si credono Dio, ma in che in realtà sono poco niente, se non nulla in confronto alle vere divinità che hanno fatto la storia della parte.

“ZERBI” DELLA GLEBA

Caro Sig. Zerbi,
è passato tanto tempo da quando Lei ricopriva il ruolo di presidente della divisione Sony Music Italia.
Probabilmente la televisione,il successo e il denaro facile, l’hanno condotta verso altri lidi, abituandola a non guardarsi più attorno, a riflettere, ad ascoltare…
Non mi scaglio contro di Lei, ritenendola il responsabile del declino imbarazzante della musica italiana, sarei sciocco a farlo, lei è solo un fedele “vassallo” forse anche meno, ma mi rivolgo in primis a Lei, in quanto protagonista di una situazione che rappresenta perfettamente la mentalità declinante, degradata e pericolosamente ignorante di quel mondo musicale che Lei contribuisce personalmente ad alimentare.
Parlo di quell’imbarazzante ed offensivo “tributo” ad Aretha Franklin, che Lei ha ritenuto di voler mettere in scena, rompendo le scatole agli “artisti” a sua disposizione (mai virgolette furono più azzeccate), come lei stesso ammette nel video, a poche ore dalla morte di una delle artiste più importanti della musica contemporanea, per mio gusto personale, la migliore di tutti i tempi.
Questa lettera aperta non è indirizzata solo a Lei (che rappresenta solo uno dei simboli del fallimento culturale italiano) ma a tutti coloro che sono responsabili in prima persona della diffusione di massa di una cultura musicale che, paralizzata dalla totale mancanza di consapevolezza, dalla totale scomparsa della capacità di discernere il bello dal brutto, ama santificare la mediocrità, gode nel beatificare il cattivo gusto (un po’ come quelli che si fermano a filmare le disgrazie, fotografare gli incidenti stradali o fare pellegrinaggi nei luoghi in cui è avvenuto un omicidio).
Per correttezza, quindi, se vuole, ricomincio questa lettera indirizzandola a RTL, a Linus, a Carlo Conti, a Maria De Filippi, a Fedez, alla Universal e alla Sony Italia.
Mi fermo qui nell’elenco (ma non ho dimenticato molti altri soggetti protagonisti), perché tutto ciò che segue e consegue è “a cascata” e cioè è anche a carico vostro, perchè principalmente conseguenza delle vostre scelte di base, della vostra idea aziendale/industriale di quella musica con cui state condizionando tutti e “grattando il fondo del barile” come fa chi deve recuperare gli ultimi stracci prima di fuggire via e prima di essere trascinato via dall’imminente onda definitiva degli “Young Signorino” che avete creato, alimentato ed arricchito.

Forse Voi, non vi rendete conto della responsabilità che avete nei confronti di questa società. La Musica non è un prodotto industriale che potete trattare come le merendine sugli scaffali del supermercato, non è un gadget che deve ruotare attorno ad altri prodotti industriali.
Cantò Bob Dylan:“Questa terra è la tua terra, questa terra è la mia terra, certo, ma tanto il mondo è gestito da coloro che non ascoltano mai musica”.
Vede Sig. Zerbi, la mia generazione e le generazioni passate, hanno anch’esse sofferto per la presenza di parecchi artisti di dubbio gusto. Anche noi abbiamo avuto i nostri “Squallor” (che peraltro al di fuori del loro ruolo erano grandi musicisti) ed i nostri “Frà Cionfoli” cui rivolgerci se volevamo farci una risata; ma accanto a loro abbiamo potuto ascoltare in radio i Genesis, i Pink Floyd, i Led Zeppelin, i Police, Stevie Wonder, Ray Charles, Sinatra, Aretha….
Che succede Sig. Zerbi, forse le sto ricordando che cosa significhi “grande musica”? Che cosa significhi essere artisti con la A maiuscola, forse ha un barlume di memoria e si sta ricordando che per fare musica bisogna avere talento, avere studiato ed avere fatto “gavetta”?
Oggi, dopo avere ascoltato Giusy Ferreri, se sono sopravvissuti all’attacco di gastroenterite conseguente, i ragazzi si devono arrangiare tra uno “Sfera Ebbasta” un “Ghali” ed un “Young Signorino” e credono che quella sia la musica, lo credono davvero perché sono nati con quella, non avevano e non hanno molte alternative. Per passare l’ostacolo devono avere qualcuno che li conduca verso la buona musica ed è questo il ruolo che Lei dovrebbe avere.
Ci rifletta Sig, Zerbi, si sieda, respiri e provi a ricordare i tempi che furono e non mi venga a dire che le mie sono solo riflessioni da “conflitto generazionale” che esiste da che mondo è mondo e che mette sempre in contrapposizione la cultura dei giovani e quella dei vecchi.
Mi spiace non ci sto, ascolti Sfera Ebbasta, poi ascolti un qualunque artista di talento (quindi non trasmesso in radio) e poi mi scriva per raccontarmi le sue emozioni, se ne prova ancora. Se tutto è arte allora nulla è arte…
No, Sig. Zerbi, no RTL, no Linus, no Universal o Sony, non mi venite a raccontare che non è colpa vostra, che è il mercato che chiede questo, che sono gli spettatori che vogliono ascoltare questo, perché la realtà è che il mercato lo fate voi!
Siete voi che avete cresciuto a pane grasso, antibiotico e veleno questa generazione di ragazzi e siete voi che oggi dovete rispondere della incapacità di questi stessi ragazzi di discernere la bellezza dalla mediocrità, il talento vero dalla apparenza estetica.
Ma lei, voi, lo sapete benissimo… il fatto è che prendere un artista di talento, sconosciuto, aiutarlo a crescere, farlo esprimere liberamente e trasmetterlo in radio costa fatica, costa denaro e voi non ne siete capaci, badate al “tutto e subito” e così alimentate a grasso e veleno un qualunque ragazzino disposto ad accettare la vostra legge, lo portate in un talent, in tre mesi gli date notorietà, gli fate fare (se è fortunato) un singolo, gli fate fare tre mesi di concerti (o meglio di ospitate in qualche discoteca) e poi via… fuori dalle palle ed avanti il prossimo ragazzino…
Ma questa catena di montaggio ha delle conseguenze (perché, caro Sig. Zerbi, se nessuno glielo ha insegnato, le azioni portano sempre delle conseguenze) e mi spiace se poi voi rispondiate dicendo: “è colpa della società” perché questa società la state condizionando voi, al punto che persino Lei non è più in grado di discernere un tributo da una offesa.
E così, per tributare Aretha, di cui probabilmente a lei non fregava assolutamente niente, senza riflettere, senza valutarne le conseguenze, ha messo in scena qualcosa che resterà nella storia come uno dei peggiori momenti della musica.
No Sig. Zerbi, non esagero… sì… ci sono altri problemi nel mondo… lo so… ma non spostiamo il focus del discorso, non cerchiamo armi di “distrazione di massa” per evitare di assumerci le responsabilità di quanto accade. Se Lei vuole tributare Leonardo da Vinci non chiama un imbianchino sul palco chiedendogli in velocità di fare una copia della Gioconda…
Per ricordare Aretha, non si deve far cantare un suo brano ad un’imbianchina della musica, la si può tributare leggendo una poesia, cantando un brano di qualche autore straordinario o più semplicemente basta mandare sul Wall una sua foto, fare un applauso e ricordare che la Signora Franklin si è aggiudicata ventuno premi Grammy, otto dei quali vinti consecutivamente nella stessa categoria dal 1968 al 1975; ricordare che in quel periodo il premio veniva chiamato “The Aretha Award” e che il 3 gennaio 1987 la Signora è stata la prima donna a entrare a far parte della Rock and Roll Hall of Fame contribuendo, a piene mani, al processo di emancipazione e valorizzazione della donna di colore nel mondo. Bastava ricordare che grazie a Lei milioni di ragazze si sono appassionate di musica, di canto, hanno avuto lei come punto di riferimento, l’hanno imitata, l’hanno studiata a fondo, l’hanno amata e, anche grazie a lei, sono diventate delle grandi cantanti.
Ma forse, Sig. Zerbi, Lei aveva in mente lo show, il suo show e fare quel “tributo” le sarà apparso “una figata” con tutte quelle torce dei telefonici accesi… quanto romaticismo…e invece ha offeso tutti, la memoria di Aretha, la musica, noi.  E’ stato come se lei fosse entrato in chiesa durante un funerale ed avesse chiesto all’assemblea di dedicare al defunto un orrendo coro da stadio…
In quanto a Lei, Signora Ferreri, ogni parola è superflua, cantare “quella roba lì” col foglietto in mano… devo aggiungere altro? Street Clerks… vi conosco, questa non è farina del vostro sacco… sappiate che a queste cose si può anche rispondere di no…al diavolo i contratti…
Caro Sig. Zerbi, Caro Linus, Cara RTL e tutti gli altri del vostro “cerchio magico”, voi potrete continuare a trattarci così, potrete fare finta di non sapere o di non ricordare, di credere che gli “Young Signorino”, siano “colpa della società…” ma sappiate che ciò che state facendo accadere ha conseguenze gravi perchè ci sono tanti, tantissimi talenti veri in Italia ma…
manca il pubblico,
manca il loro pubblico,
non perchè non lo meritino ma perchè
glielo avete rubato!
Lo avete reso incapace di capire, di ascoltare cose nuove di godere di un bel passaggio armonico, di una buona tecnica vocale di un assolo strumentale straordinario.
Questa è la vostra colpa più grande.

Chiudo prendendo in prestito le parole di un Nobel per la letteratura:
la musica è la vera storia vivente dell’umanità, di cui altrimenti possediamo solo parti morte. Non c’è bisogno di attingervi, poiché esiste già da sempre in noi, e basta semplicemente ascoltare….. (Elias Canetti)”.

Non faccio il musicista, faccio altro, mi guadagno da vivere facendo una professione qualunque e grazie al cielo non ho bisogno di altro
ma tifo per la serietà, per l’umiltà per l’impegno, per il talento,
per la musica di qualità.

Spero che questo pensiero venga condiviso da tutti gli artisti di talento (ma anche semplici appassionati come me) e da tutto il loro pubblico, affinchè, caro Sig. Zerbi, non diventiamo tutti
“Zerbi della Gleba”e Le giunga la nostra voce,
forte,
onesta,
viva.

1 Comment

  • Ehipenny
    Ottobre 25, 2018

    Non c’è niente da aggiungere, ritrovo i miei pensieri in questa lettera e oso dire: finalmente! Ho quasi 20 anni, e della mia generazione sono in pochi a conoscere la vera musica… a volte mi trovo a dover discutere su chi siano i Genesis, Witney Houston, David Bowie, Elvis Presley, su cosa cantassero Bob Dylan, John Lennon, i Police, I led zeppelin, i Beatles… mi ritengo fortunata ad aver ereditato l’interesse per la musica, perché mi rendo conto che é una rarità… la radio non la ascolto quasi mai, la musica commerciale la conosco per forza di cose, perché si sente ovunque, il trap non lo concepisco, in generale mi imbarazza cosa ascolta la maggioranza della mia generazione e delle successive…

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