Quando la grafica incontra il rap: Davide Pizzolla

Quando la grafica incontra il rap: Davide Pizzolla

Concludo il primo capitolo dedicato ai giovani grafici con Davide Pizzolla, un ragazzo di 22 anni che vive a Matera.

Quando ti sei avvicinato al rap?

“Iniziate le scuole medie mi sono avvicinato alla musica rap ascoltando Eminem, Lil Wayne, Snoop Dogg e 50 Cent per quanto riguarda l’America, mentre Fabri Fibra, Vacca, Club Dogo, Mondo Marcio e Noyz Narcos per l’Italia, così ho iniziato a capire la poesia cruda del rap” .

Quali sono artisti preferiti?

“I miei artisti preferiti al momento sono Future, 69, Sfera Ebbasta, Achille Lauro, Sin e Effer”.

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Hai mai provato a fare rap?

“Si, una sola volta per divertirmi con un mio socio abbiamo registrato un pezzo freestyle mai uscito”.

Com’è nata la tua passione per gli artwork?

“Come ho detto mi sono avvicinato al rap all’età di 12 anni e da quel momento non ho più smesso di seguire la scena italiana e anche mondiale, finita la scuola non ho trovato stimoli perché questa nazione lascia morire i giovani e crescendo capivo che dovevo crearmi un lavoro da zero, quindi mi sono rimboccato le maniche e da autodidatta ho iniziato a creare disegni digitali sfruttando le mie potenzialità al computer abbinate al disegno”.

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Se fossi cresciuto negli anni 90 avresti fatto parte di qualche crew di graffiti?

“Sì, il writing e le crew mi hanno sempre affascinato, vivendo in periferia puoi capire che le uniche cose che ti circondano sono i palazzi e i graffiti, loro sono i quadri delle periferie. Se avessi fatto parte di qualche crew avrei scelto i Kings of Destroy di New York ossia la crew di Cope2 un famoso writer”.

Come definiresti la tua arte?

“La mia arte è semplicemente una fotografia di tutto quello che vivo giorno per giorno inseguendo il sogno di diventare il migliore nel mio campo”.

Che tecnica usi? E come nascono i tuoi lavori?

“Non esiste una vera e propria tecnica, oltre ad aver studiato graphic design, cerco sempre di dare un senso di unicità per ogni lavoro, ogni grafica per me è una tappa della strada che sto percorrendo, parto con un brain-storming di idee base come scheletro da cui poi nascerà la vera e propria grafica”.

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C’è un artista con cui vorresti collaborare?

“Mi piacerebbe lavorare con Lil Skies, Offset, Quavo, Lil uzi, Travis Scott e Young Thug”.

Com’è nata la collaborazione con Indomabili?

“È nata quando ho proposto a Frank il Profeta di seguire la direzione artistica delle copertine e loro, apprezzando i miei lavori hanno accettato, da quel momento in poi sono uscite 6 cover ufficiali create da me per Vitra, Young Rame, Jefeo, Oro Bianco e il Profeta. Ringrazio anche i loro manager con cui sono sempre in contatto. L’ultimo lavoro è proprio la cover di Suburra per Young Rame con Gue Pequeno uscita per Universal”.

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Secondo te perché molti oggi stanno provando la strada degli artwork?

“Diciamo che molti oggi provano a fare artwork per acchiappare il “mi piace” dell’artista mentre per me, oltre ad essere un lavoro, è una valvola di sfogo per la mia creatività”.

Se non ci fosse Instagram lo faresti lo stesso?

“Certo!! Indubbiamente Instagram aiuta anche gli artisti ad avere più visibilità ma spenti i social c’è un mondo da scoprire, oltre al creare artwork, il mio lavoro di grafico non si limita ad Instagram ma ci sono progetti di comunicazione visuali ben più complessi dove la direzione artistica è a 360 gradi dalle foto alla composizione grafica”.

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A quale tuo lavoro sei più legato?

“Sono legato a tutti i miei lavori … il mio primo lavoro è stato  l’artwork per Ghali (Dende) dove sono stato contattato da Charlie Charles che mi ha chiesto di pubblicarlo sul profilo di Ghali. Ci sono altri lavori molto interessanti come la cover per Stitches uscita su worldstarhiphop (dissing a Meek Meel), i vari artwork per Rich the kid, Sfera, Gemitaiz e Tedua sono quelli a cui sono più legato”.

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Cosa significa per te essere ribelle?

“Ribelle per me vuol dire uscire dagli schemi, la società oggi ci limita il pensiero, e la creatività, vuole che le persone abbiano una vita standard ma è proprio lì che ognuno di noi deve abbattere l’ostacolo e vivere la propria vita in libertà”.

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