‘Davide’, questa musica ti salva

‘Davide’, questa musica ti salva

Si questa musica ti salva

Dice Gemitaiz in ‘ Paradise Lost’ e in effetti la musica è una delle poche cose pure rimaste, c’è tanta musica che non apprezzo, ma nel bene o nel male unisce le persone. Il rap parla, racconta, si fa portavoce di storie e situazioni e questo Gemitaiz lo sa, lo fa, l’ha sempre fatto e continua a farlo. ‘Davide’ è un disco altamente autobiografico, ma non è distaccato dal precedente, è come se fosse il sequel di ‘Nonostante Tutto’. Arriva due anni dopo e riprende la storia laddove si era interrotta, come un film che finisce con un to be continued.

 “Probabilmente non sarà quello che vi aspettate, nel bene e nel male” aveva detto Gemitaiz prima che uscisse ‘Davide’ e così è stato. Ci sono attacchi d’ansia, stanze caotiche, silenzi e isolamenti nel cuore di Davide, riflessioni sul rap, sulla scena trap, ballate come ‘Diverso’ e ‘Buonanotte’, arricchita da una produzione di Frenetik & Orang3 con una chitarra alla Pink Floyd. ‘Davide’ non è quello che ci aspettavamo, è molto di più, è intimo come un autoritratto. Non è un disco per bambini, non è un disco facile, ma è profondo, che arriva al cuore e si fa portavoce dei problemi e delle sofferenze di un trentenne, è un disco che insegna superare i momenti difficili, un Gemitaiz che dice “non sconfiggi la vita, l’ho imparato col tempo“, perchè non hai modo di fermare certi eventi, puoi solo cercare di capire. Da un certo punto in poi la vita te la fai da solo, ci sono variabili, ma gettare la spugna è sempre sbagliato.

Tra i lenti sui quali Gemitaiz sfoggia un flow spesso, dal tempo raddoppiato e più dinamico, si fanno largo i ritmi tirati di ‘Keanu Reeves’ con Achille Lauro, i motivi elettronici vibranti prodotti da Mixer T di ‘Tanta Roba Anthem’ con Guè Pequeno, o ancora tocchi di trap come nella dissonante ‘Chiamate perse’. La trap è anche oggetto di un divertissement al fianco di Fabri Fibra, ‘Pezzo trap’:

Per fare successo devi fare trap

Dice ironicamente Gemitaiz, la sua non è una condanna o una critica al genere più in voga oggi tra le nuove leve, è voler dire c’è altro, ci sono altre strade e lo fa al fianco di Fabri Fibra perché lui è il migliore che c’è quando si tratta di fare dell’ironia.

Devo dire che non mi piace la piega che sta prendendo il rap ultimamente, con tutta questa gente che della musica non gliene frega niente

Un Gemitaiz inaspettato: introspettivo, sofferente, fragile, a tratti ironico, maturo, che riesce a combinare il racconto di sé e dei suoi attacchi d’ansia con riflessioni ironiche e divertite sul rap e che e sguazza nella palude del malessere.

In corpo ho una malessere immenso, ma questo fanno gli artisti, si lanciano negli abissi

Le tracce sembrano scritte in un momento non facile per l’artista che trova nella musica la sua salvezza, la sua via d’uscita e che mostra un parte di sè ben diversa da quella che racconta le canne. Come un viaggio nella vita e nella testa di Davide con la tecnica, il flow e la capacità di scrittura che lo contraddistingue. La musica è come un fratello maggiore, ci sono canzoni che salvano la vita, che ti fanno capire che non sei pazzo o sbagliato, che ti parlano come nessun’altro riesce a fare. Ci sono canzoni che sono come una spalla su cui appoggiarsi. Questa è l’essenza della musica e del rap, questa è l’essenza del disco di Gemitaiz.

Di alto livello anche le collaborazioni, da Coez a Fabri Fibra, da Gué Pequeno ad Achille Lauro, fino all’amico MadMan e alla giovane Priestess, amici con i quali Gemitaiz condivide cose che vanno oltre alla musica. ‘Davide’ è un disco complesso, una scelta coraggiosa, Gemitaiz ha messo sè stesso, le sue emozioni, le sue paure e ansie al centro, ha parlato di sè, si è spogliato dal personaggio e ha mostrato la persona, ha parlato da uomo di 30 anni ai suoi coetanei senza voler o provare ad abbracciare quelle che sono le mode del momento.

 

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