Vuoi fare rap? Non mandare i tuoi pezzi a nessuno

Vuoi fare rap? Non mandare i tuoi pezzi a nessuno

Sempre più spesso magazine di settore, pagine Instagram, rapper, Youtubers, addetti ai lavori e chi più ne ha più ne metta vengono bombardati giornalmente da aspiranti rapper che propongono la loro musica in cerca di aiuto e visibilità. Anche io nel mio piccolo ricevo tantissime richieste, le ascolto volentieri ma penso non sono nessuno per poterti dire se la tua musica é bella o meno, se farai strada o no, la musica é una cosa personale, quello che a me non piace può piacere a qualcun’altro. Cerco sempre di rispondere in modo educato, non mi piace essere giudice perché non lo sono, non sono un talent scout, ma si contano sulle dita di una mano i pezzi che mi sono stati mandati e ho detto figo questo.

Non siamo talent scout e nemmeno i giudici di un talent show. Molti dei pezzi che mandate, non vengono neanche ascoltati per intero. Risparmiate le forze, mantenete la vostra dignità personale e artistica, lavorate sodo, circondatevi di persone che vi supportino e se dovrà essere, sarà.

La realtà è anche più complessa, oggi sembra che tutti debbano fare rap per forza, ma il RAP NON È OBBLIGATORIO COME IL MILITARE e per citare Gianni Morandi uno su mille ce la fa. Uno su mille é Sfera Ebbasta, gli altri restano sotto. Non bisogna fare rap perché si pensa che sia un modo facile per fare soldi e essere famosi: non é così. Molti rapper hanno un lavoro oltre al rap che gli dà da mangiare a fine mese. Eppure, come mandate i vostri pezzi a me, sono sicura che li mandiate random a tutti gli addetti ai lavori nella speranza di essere pubblicati e condivisi. Il rap é un gioco e come in tutti i giochi, oltre al talento, ci vuole anche un po’ di fortuna. Si percepisce la disperazione di alcune persone che scrivono, si percepisce la loro smania di essere notati e condivisi. Spesso mi scrivete, mi chiedete di condividere la vostra musica e non sapete neanche chi sono, non vi informate neanche di chi ci sia dietro a una pagina o un magazine, basta sparare nel mucchio e essere condivisi da qualcuno. É penosa come cosa e a farne le spese, spesso purtroppo, siete voi. Ecco che realtà truffa come Tsunami Flow vanno a nozze con la vostra smania. É sbagliato lo so e l’ho sempre detto, ma é la realtà.

Oltre agli aspiranti rapper, oggi è in crescita il fenomeno degli aspiranti artisti. Se non sai rappare, fai artwork. Alcuni sono bravi, ma molti si propongono in cerca di visibilità. Settimana scorsa mi ha scritto un artista chiedendomi di condividere un suo lavoro, per educazione l’ho fatto, poi me l’ha richiesto e ho detto no. Allora mi scrive di nuovo chiedendo a noi di Rebel (e qui é evidente che non sa chi é Rebel) di fare un articolo o intervista su di lui pagando (quindi non ha mai letto Rebel). Ho rifiutato ma è un caso emblematico di quanto la gente sia alla spasmodica ricerca di visibilità. Basta averla, non importa dove, da chi, come e a quale prezzo.

La realtà é che se devi sfondare sfondi, prima o poi. La gavetta va fatta. È inutile fare il giro delle pagine Instagram cercando condivisioni. A tal proposito mi sono trovata molto d’accordo con le parole di Rasty Kilo.

 

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