Dalle panche al parco ad oggi, in Enemy c’è tutto Noyz Narcos

Dalle panche al parco ad oggi, in Enemy c’è tutto Noyz Narcos

Possiamo dire quello che vogliamo, al di là delle preferenze o dei gusti musicale personali, il disco di Noyz ha un peso specifico molto rilevante, è uno di quei dischi che nonappena lo ascolti ti entra dentro e ti lascia inevitabilmente qualcosa. Lui è sempre stato un personaggio atipico, non ama le interviste, nè gli instore, preferisce chiacchierare con le persone in altre situazioni e come lui stesso ha affermato durante la recente conferenza stampa “a me non interessa arrivare alla gente per caso, perchè mi ha sentito alla radio o mi ha visto in tv. Chi arriva a me è perchè mi ha scelto e quindi non ha paura di quello che dico. Io non snaturo il mio genere perchè va di moda un’altra cosa. Però sono contento che il rap o la trap siano stati sdoganati. Noi abbiamo aperto la strada in tempi meno fortunati, adesso magari questa visibilità data anche dai social ai nuovi tornerà indietro. Un disco oggi è un peso, se non fai canzonette. In questo mondo ormai conta più l’apparenza della sostanza. Non so se ho voglio fare un altro album. Il primo l’ho fatto nel 2005. Forse questo sarà l’ultimo. Comunque dietro c’è stato tanto lavoro, io curo ogni dettaglio. Anche le copie fisiche del disco, i rilievi in cartone, ci tengo, anche se adesso va di moda lo streaming. Magari ne farò un altro, magari no. Tanto ho un repertorio così vasto che posso anche andare avanti a fare musica per sempre. Magari cambio, mi trasferisco all’estero o torno a tatuare che ero anche bravo, non so”. Come dice in ‘Mark Renton’: poi cambio, giro il mappamondo, punto un dito random“.

Noyz canta Roma, la fatica della vita, il rispetto, la lealtà, ma anche chi sbanda dalla retta via perchè non ha alternative. Testi di denuncia contro la società, da rapper puro che non dimentica le panchine perchè è iniziato tutto lì. Analizza con una disarmante genuinità lo scorrere della vita quotidiana nei quartieri, senza censure e false ipocrisie di sorta, attraverso un linguaggio diretto e tagliente ed un flow contraddistinto da uno stile unico e inimitabile.

NOYZ 14

Il presente e il passato dell’artista sono ben ancorati a una tracklist di 15 brani che tra produzioni come quelle di Sine, Davide Ice, Boss Doms, St. Luca Spanish, Parix e The Night Skinny dispiega beat duri riconoscibili e alcune memorie personali: é questo il sound che accompagna le storie maledette raccontate da Noyz, in una fusione perfetta di sonorità rap, trap, elettroniche e melodie vocali in un mix eccezionale di elementi diversi che ben rispecchiano l’evoluzione in corsa di uno dei padri fondatori del panorama hardcore rap italiano. Anche le strumentali con tastiere e bassi ipnotici e ritmiche spezzate guardano al presente di trap ed elettronica, mentre tra una citazione di Liberato e una di ‘Trainspotting’ i versi mostrano il classico gusto per il grottesco dell’ex TruceKlan nel parlare di corruzione, avidità e invidia.

I soldi sono il male vero, eppure tutti li inseguiamo. Nel rap di adesso un ragazzino esce già con l’intento di fare soldi, che comunque è giusto, ma se vuoi durare devi avere un approccio diverso, altrimenti finirai per snaturare la tua musica.

Noyz è un artista rispettato dall’old school e ammirato dalla nuova scena. Ne sono la prova i featuring che vedono coinvolti Capo Plaza e Rkomi, che confessano di essersi ispirati a lui nella loro carriera. Nel disco gli ospiti si sono adeguati perfettamente allo stile di Noyz e non viceversa. Il suo linguaggio è crudo, nudo, non addolcisce niente e anzi odia i ritornelli, li ho fatti fare agli altri, come lui stesso ha ammesso. In questo contesto trovano la loro dimensione ideale artisti come Coez, Achille Lauro, che con ‘R.I.P.’ ha regalato il pezzo più bello e toccante di tutto il disco, Salmo con il quale Noyz ha collaborato tantissime volte in questi anni e Carl Brave x Franco 126, i due outsider della scena rap ma che con ‘Borotalco’ ha dato prova di sapersi amalgamare perfettamente alla lirica di Noyz.

Quando ho cominciato io i rapper erano visti malissimo, adesso sono le nuove rockstar e meno male, perchè siamo rimasti gli unici che si scrivono i testi. Ai cantanti le canzoni gliele scrivono altri e sono sempre quei due o tre concetti sole, mare, amore

Noyz Narcos, considerato come uno dei maestri del rap, con queste parole, dopo anni di silenzio, dice la sua anche sulla nuova scena, sulle polemiche ad essa collegate cercando di far capire come le cose oggi non siano così diverse da quando lui ha iniziato. E’ difficile pensare che ‘Enemy’ sia l’ultimo disco del rapper romano, soprattutto dopo averlo ascoltato, è un disco che parla, che racconta, che denuncia e che fa capire ancora una volta quanto sia importante la sua musica e la sua opinione e quanto lui sia uno dei pochi che avrà sempre qualcosa da dire. Si è avvicinato alla nuova scuola mantenendo ben salda la sua posizione, ha saputo tenere fede ai cardini del rap Represent e Keep it real. E’ rimasto fedele a se stesso, alla sua lirica, al suo rap, pur portando qualcosa di nuovo. ‘Enemy’ è un disco che rapisce, colpisce nel profondo e resta impresso, un disco difficile da mettere in stand by, che non puoi fare a meno di ascoltare ancora e ancora per capirne tutte le sue sfaccettature, perchè noi, comee Noyz, abbiamo ancora bisogno de sta merda.

 

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