I segreti del Rap Game: la censura dei rapper

I segreti del Rap Game: la censura dei rapper

Ho già affrontato questo tema nell’articolo ‘I segreti del Rap Game: quando non puoi scrivere ciò che pensi‘ dove avevo affrontato l’argomento dal punto di vista dei magazine di settore che piuttosto che dare un’opinione personale in merito a un artista o un disco si limitano a scrivere che sono tutti belli, buoni e bravi anche quando non è vero. Perchè leccare il culo è il modus operandi che funziona maggiormente in questo settore. Dare un’opinione o svelare qualche altarino ti si ritorce contro perchè corri il rischio di essere lasciata indietro dalla scena e da tutto quello che ne concerne. Se da una parte le interviste sono ormai delle leccate di culo pazzesche da parte dei giornalisti, dall’altra va anche detto che non si può sempre chiedere ciò che si vorrebbe.

Il rischio di esprimere la propria opinione è alto. I manager e gli uffici stampa degli artisti potrebbero non gradire leggere che il disco del proprio pupillo grazie al quale arrivano a fine mese non è il disco dell’anno e sicuramente non considererebbero più tale testata. Gli artisti dal canto loro sono spesso scatenati sui social, fanno i superiori ma non gli sfugge nulla. Se scrivi bene di loro e lecchi il culo ma non sei Sto Magazine o Rolling Stone non vieni cagato, ma se provi a muovere una minima ed educata critica vieni subito notato e additato. Chi correrebbe davvero un rischio del genere?

Nel magico mondo del rap game e delle leccate di culo non rientrano solo i magazine di settore, ma anche gli YouTubers. Quanti di loro avete sentito criticare duramente un disco o un singolo? Pochi e di solito sono quelli meno in vista. Ma la ruota gira per tutti ed ecco che ieri Mezzosangue uscito con l’attesissimo album che ha fatto penare i suoi fan per ben tre anni, si scaglia contro la reaction degli Arcade Boyz. E lo fa, non rispondendo loro e avendo un dialogo costruttivo, ma in modo subdolo: segnalando il video per violazione dei diritti di copyright.

Non siamo più liberi di esprimere un’opinione che non sia quella che gli artisti vorrebbero che esprimessimo. Il mondo dell’informazione è falso, non esiste informazione, non esiste critica, esiste solo leccare il culo. Se Hano è il re indiscusso del copia incolla, a Sto Magazine va lo scettro delle leccate di culo. Ma sarà mai possibile che tutti gli artisti che mettete sulla vostra pagina Instagram siano dei geni indiscussi della musica? Tutti bravi e sommi poeti in ogni circostanza, ma dai lo chiamate giornalismo e fare informazione questo? L’unica volta che ho visto Sto Magazine muovere una critica a un artista è stato subito additato dall’artista in questione e ha rimosso e cambiato il contenuto del post. Ma si può? Di cosa avete paura? Che Guè Pequeno non vi metta like al post successivo? O che non vi facciano fare un’intervista? Capirai, per come si svolgono le interviste oggi, molto meglio non farle.

Siamo arrivati al punto che dobbiamo censurarci da soli se no veniamo censurati. In tutto questo teatrino a farne le spese è solo la musica. Articoli fatti con lo stampino, interviste piatte in cui si elogia solamente l’operato dell’artista di turno, copia incolla generali, nessuna idea, nessun opinione, tutti belli e bravi sempre e comunque. E’ questo l’andazzo. E se la censura nel rap ha per anni condizionato l’evoluzione a livello nazionale di questo genere musicale, oggi sono gli artisti e i loro management che censurano la cosìddetta stampa, o almeno quella che possono controllare. Oggi un artista si prende la briga di insultare pubblicamente sui propri profili social una persona che ha scritto di non averlo visto in forma durante una performance live. Oggi un artista si prende la briga di segnalare per violazione di copyright un video dove il suo disco non viene elogiato come vorrebbe.

In questo circo fatto di meccanismi malati è difficile trovare qualcuno che dica ciò che pensa, è difficile fare informazione, ed è difficile fare in modo che possa esistere una qualsiasi forma di critica. E’ anche vero che certe persone criticano per farsi notare, perchè hanno capito che anche l’hating è una delle formule migliori per ottenere popolarità. Ci sono addetti ai lavori che si stanno arrampicando e stanno grattando ovunque per questa maledetta popolarità, per riuscire ad essere qualcuno, ma in questo caso per quanto illusorio possa essere, resta un castello di carta pronto a crollare al momento giusto. Fingersi umili e riempirsi la bocca dei pensieri e dei concetti detti da altri, non è una buona formula per il successo. Fingersi umili ma credersi più in alto dei giornalisti, anche questa non è la formula per il successo. Ma successo di cosa? Crediamo davvero che scrivere un articolo, fare un video su YouTube o haterare per ottenere attenzione ci possa portare successo? Il pubblico non è scemo e prima o poi il trucco lo vede. Se non hai competenze, cadi, è solo questione di tempo. Chi ha fatto qualcosa di importante nella sua vita e ha ottenuto successo, e penso a giornalisti, speaker radiofonici e manager, ha saputo essere se stesso nel bene e nel male, ha rischiato, non grattato e il tempo gli ha dato ragione ripagandolo per gli sforzi fatti.

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