Emis Killa: “in Musica Triste non c’è un filo conduttore, sono un insieme di brani che mi piacciono”
È uscito oggi, Musica Triste, il nuovo disco di Emis Killa, il tredicesimo progetto del rapper, tra album, EP e Mixtape, che arriva a due anni di distanza dal precedente.
Musica Triste è un album la cui identità ha attraversato più di una trasformazione nel corso della sua realizzazione. Durante la stesura, infatti, Emis Killa ha iniziato a ragionare secondo quello che gli dettava il cuore, pensando a cosa lo rappresentasse veramente, anche eventualmente a discapito di una fruibilità più mainstream. È nato così un progetto che si distingue per un impianto rap solido, strofe estese, rime strutturate e ritornelli eterogenei, che spaziano da soluzioni più dirette e ritmate ad altre più melodiche, con una scrittura volutamente più immediata.
“Non c’è la ricerca di un filo conduttore, tocco molte corde, la strada, il mio ‘io’, l’amicizia, hanno un ruolo importante anche le donne ed è il motivo per cui ci sono loro in cover, sebbene in una chiave molto street. Alla fine, molte delle mie canzoni sono dedicate a loro: il mio è un tributo all’universo femminile per aver ispirato buona parte della mia carriera.”
Nessun filo conduttore quindi in queste 15 tracce che compongono il progetto e che vedono la partecipazione di Gang, insieme a giovani promesse come Papa V e Nerissima Serpe, Flaco G, Ele A e Promessa, ma solo “un insieme di brani che mi piacciono anche perché nei tempi odierni sforzarsi di fare il concept album non sempre ripaga, molto spesso non viene compreso, la gente idealizzata qualcosa che non c’è. L’ho vissuto con Effetto Notte, dove la gente si aspettava che i titoli delle canzoni fossero il concept della canzone. Oggi c’è una disattenzione totale soprattutto nella musica, quindi ho deciso di prendere i pezzi che mi piacevano di più e metterli nel disco e ognuno ascolta ciò che gli piace. Questo è stato lo spirito con cui ho fatto il disco. Sono andato in studio ho fatto dei pezzi e li ho messi insieme fine”.
In Musica Triste c’è però un tema ricorrente che parte fin dalla copertina, dove non troviamo Emis Killa, ma solo un gruppo di donne, decisamente “street”, a tal proposito Emis commenta “un tema ricorrente del disco sono le ragazze ed è per questo che le ho messe in copertina. Non necessariamente perché al suo interno ci sono sono brani d’amore, ma perché sono comunque delicati o parlano di ragazze, un po’ anche come segno di tributo alla mia carriera, perché le donne hanno ispirato gran parte della mia discografia. Molti dei miei pezzi che hanno avuto grande successo sono stati ispirati da una relazione o da una donna. Mi piaceva l’idea di non mettere me stesso in copertina, e motivo per cui le ragazze sono molto street in copertina è perché c’è anche una forte componente street nel disco, che non è la strada che ho raccontato in 17, ma è una strada più emotiva, più matura”.
Parlando degli ospiti di Musica Triste, Emis Killa ha speso belle parole soprattutto per i due giovani artisti che troviamo al suo interno, Flaco G e Promessa
“Flaco e Promessa penso siano due ottimi rapper emergenti, nei quali rivedo un po’ quella roba che secondo me è mancata per un po’ di anni, quella del rap fatto come magari si faceva tempo fa, anche perché in mezzo c’è stato tutto quel periodo caratterizzato dalla trap che ha cambiato un po’ il gioco e il suono. Questa nuova scena invece la vedo più vicina a quello che magari potevo essere io agli inizi. Con Promessa abbiamo lavorato a distanza, gli ho mandato il pezzo e lui mi ha mandato la strofa. Lo conosco molto meno, mi sembra un bravissimo ragazzo. Flaco lo conosco di più, è venuto in Sardegna prima che suonassi, prima ancora di lavorare insieme, in lui rivedo molto di me”.