Chi è il re di Milano? La nuova diatriba tra Rondo e Shiva

C’è una diatriba (una guerra tra falliti come commenterebbe qualcuno su Instagram) tra Rondodasosa e Shiva.

Una sorta di Bloods vs Crips ovviamente dei poveri. Perché non siamo a Los Angeles, non ci sono veri membri dei Bloods e neanche dei Crips, non ci sono gangster veri, ma solo ragazzi che vogliono emularli copiandone principalmente i colori. E così da una parte abbiamo Rondodasosa che ha scelto il blu e le bandane blu come fosse un Crips e dall’altra Shiva che invece ha scelto il rosso come un membro dei Bloods.

E in questa parodia da commedia all’italiana si contendono il titolo di re di Milano.

“Sono il King of Milan” dice Rondo in una diretta su Instagram proprio quando stava girando il video di Sturdy e aggiunge “Milano è blu”.

Ma Shiva non è d’accordo e in Red Barz RMX ci tiene a farci sapere che “a Milano manca un re, voglio la corona”. E guarda caso nel video di Red Barz Rmx si veste di rosso.

Calmi, calmi ragazzi. Passi il fatto di giocare a fare i Bloods vs Crips, ma a Milano di re ne abbiamo 4 e nessuno di loro ha ancora abbandonato il regno. C’è la trinità, Marracash, Guè e Jake La Furia e c’è Don Joe.

E di strada Rondo e Shiva per poter dire e essere considerati il re di Milano, o per poter anche solo essere in linea di successione, ne devono fare e anche parecchia.

E sul fatto che a Milano ci siano tre re, anche Tedua concorda. Infatti ha detto la sua in una serie di IG stories.

“In questi giorni sono rimasto affascinato dalla diatriba su chi fosse il King di Milano. Mio modesto parere: A Mi non può esserci un Re perché ce ne sarebbero 3! Milano non riconosce Re. Come “Roma nun vole capi” la storia insegna come finisce il Libanese.

Senza contare che è molto più eccitante far parte della ribellione che sentirsi un monarca.

Vero anche che l’industria e il pubblico sono in continua crescita. Più diventa mainstream il genere e meno si contamina. C’è chi preferisce i cash e chi la realness e chi fa entrambe.

Concludo (si ragazzi questo sabato mi annoiavo).

I Wannabe esistono dagli anni 90.

Importare un immaginario dall’estero e farlo proprio rende però autentici. Meglio ancora quando lo stile dell’artista non è figlio di alcuna moda ma direttamente nato da lui o un’evoluzione di ciò che c’era prima. lo a volte ho patito il mio

immaginario da ligure provinciale ma essere autentici, ricordate ragazzi, ripagherà sempre!”

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