La pagella delle uscite della settimana
8 a Flashback di Salmo
Quando Salmo fa brani come questo, come Lunedì, come L’Alba, riesce sempre a fare un capolavoro, ad arrivarti dritto al cuore.
Il racconto è pazzesco, è una sorta di varco, uno stargate temporale che unisce l’estate del 2003 a quella di oggi. L’ultimo anno per Salmo è stato un anno fatto di silenzi e ricerca, ed è arrivato alla consapevolezza che le cose davvero importanti non sono quelle che sembrano correre più veloci, ma quelle che restano ferme, solide, incrollabili e FLASHBACK è la colonna sonora di questo viaggio interiore che parte dal 2003 e arriva fino a oggi. È il viaggio di Salmo, ma è anche il viaggio di ognuno di noi.
7 a Senza una stupida storia di Achille Lauro
Achille Lauro dall’ultimo Festival di Sanremo ad oggi fa sempre la stessa canzone? Sì, ha trovato la quadra che funziona, che lo porta allo stadio Olimpico e a San Siro, ma nonostante la matrice sia la stessa, le sue canzoni riescono sempre ad arrivare, ad avere quel qualcosa in più, come se fossero tutti pezzi di un puzzle che vanno a comporre la sua storia.
Senza una stupida storia è una bella ballad, forse un po’ già sentita da Lauro, ma comunque fatta bene.
6 a Larry Hoover di Capo Plaza
Scusa, ma Capo Plaza dopo anni nel game ancora parla di voglia di rivalsa e invidia? Il pezzo funziona anche, è meglio degli ultimi che ha pubblicato, ma alla lunga sto racconto non regge più, non sa più di autentico e vero, ma solo di un voler parlare di qualcosa tanto per far uscire una canzone.
5 a Al Pacino di Rondodasosa
Se penso a Al Pacino e Scarface penso a Guè e a come sa mettere in rima delle metafore cinematografiche che non hanno eguali. Poi ascolto il singolo di Rondo e penso, ok il beat spacca, ma il riferimento a Scarface fa acqua da tutte le parti, come se non avesse capito la metafora del riscatto sociale del film, ma fa niente, il risultato è comunque mediocre e poi sta cosa che “quando hai tanti soldi hai tanti nemici” è talmente banale che potrebbe essere usata come frase dei Baci Perugina o dei biscotti della fortuna.
5 a Leggendario RXX Edition di Side Baby
Onestamente Leggendario bastava e avanzava, non era proprio il caso di aggiungerci altre 8 tracce, in questa RXX Edition. Non chiedermi cosa significhi RXX perché non ho idea. Comunque, Leggendario arriva così alla bellezza di 23 tracce, che di leggendario non hanno nulla, una leggenda è chi riesce ad ascoltarle tutte di fila. Side ha sempre quello stile lì, quella trap cupa, che gli sta bene, ma che resta piatta, senza verve, senza arte, senza sperimentazione, senza pancia nè cuore. Così questa RXX Edition è esattamente come Leggedario, mediocre, banale e skippabile.