Perché è stato annullato il concerto di 50 Cent a Napoli?
“A tutti i miei fan in Italia: non mi esibirò più in Piazza del Plebiscito a Napoli l’8 luglio. Lo spettacolo è stato cancellato e tutti coloro che hanno acquistato i biglietti saranno rimborsati.
Purtroppo gli organizzatori dell’evento non hanno rispettato i termini concordati e non sono in grado di procedere con lo spettacolo. Non provo altro che amore per l’Italia, e apprezzo davvero tutto il sostegno.
Tornerò molto presto!
Per il rimborso dei biglietti, contatta il tuo punto di acquisto originale, TicketOne o VivaTicket”. Con questo messaggio, 50 Cent ha comunicato l’annullamento del concerto previsto per l’8 luglio a Napoli.
Secondo quanto riportato da Napoli Today, gli organizzatori non avrebbero pagato l’anticipo dovuto al Suap, lo sportello unico per le attività produttive, per l’affitto della piazza. Né risulta pagato l’allestimento di un eventuale palco.
Questo non è il primo concerto annullato a Napoli negli ultimi giorni, anche il concerto di John Legend e Mary J. Blidge, previsto domenica 6 luglio è stato annullato.
A proposito dell’annullamento del concerto di 50 Cent, 4ever Brand scrive sul suo profilo Instagram un lungo post nel quale attacca l’industria musicale italiana. Questo il contenuto:
“C’è qualcosa di profondamente sbagliato nell’industria musicale in Italia. È triste ma vero e il problema va ben oltre Napoli. I problemi sono profondi. Come nella maggior parte delle cose, se segui il denaro, la verità diventa più chiara.
Al centro del problema ci sono quelli che io chiamo “i 3 amici”, un piccolo gruppo di personaggi estremamente potenti dell’industria musicale italiana. Hanno creato un monopolio che non danneggia solo gli artisti italiani, ma che esclude la musica internazionale e la diversità creativa. La loro influenza è diventata tossica. Invece di educare il pubblico o nutrire il vero talento, continua a ripetere la stessa formula obsoleta. Il risultato? Una cultura che viene soffocata. La dice lunga quando anche tre dei più grandi artisti del mondo sono costretti a cancellare i loro tour in Italia. Non è normale, è bandiera rossa. I prezzi dei biglietti possono essere più bassi che in altre parti d’Europa, ma la gente è ancora in difficoltà. Le vendite sono deboli, l’eccitazione sta svanendo e la fiducia nel sistema è andata.
50 Cent ha venduto solo a Napoli il 55% dell’intera capienza. Non è normale rispetto al resto d’Europa. Il danno non è solo per noi e per loro, è per la musica globale. Stiamo perdendo lo scambio culturale che dà la sua anima alla musica. Dobbiamo rompere questo monopolio.
Bisogna rieducare, ispirare e riunire le persone attraverso la musica. Perché la musica prospera nella libertà, nella verità e nella diversità, non nel controllo. lo e la mia squadra, l’orchestra sinfonica, insieme a 50 Cent e la sua fantastica troupe abbiamo lavorato duramente per creare uno spettacolo di fama mondiale. Ci abbiamo lavorato duramente. Ma a questo punto devo essere onesto: ci rifaremo ma non in Italia dove c’è troppa confusione e non ha senso fare affari.
Finché non ci sarà un vero cambiamento, porteremo la nostra musica, il nostro messaggio e la nostra passione in un luogo che accoglie la creatività anziché ucciderla.
Perché la musica merita di meglio.
E anche il popolo”.