La parola di oggi è GUILTY

La parola di oggi è GUILTY

La notizia che tutti volevamo è arrivata: Derek Chauvin, l’ex agente di polizia che per nove minuti e mezzo ha tenuto il ginocchio premuto sul collo di George Floyd fino ad ucciderlo è stato dichiarato colpevole della sua morte. 
Non era scontato che andasse così, ma Chauvin è stato dichiarato colpevole di omicidio involontario di secondo grado, omicidio di terzo grado e omicidio colposo e resterà in prigione fino alla prossima udienza, quando verrà stabilita la pena.

La polizia le ha provate tutte per difendere Chauvin, asserendo persino che George Floyd avesse problemi medici non dipendenti da quel ginocchio premuto sul collo. E se di solito ai poliziotti, che per inciso solo nel 2021 hanno ucciso ben 319 persone, va bene, questa volta è andata male e finalmente c’è stata una condanna.
Condanna giustissima, ma non scontata, ecco perché in molti erano già pronti a manifestare, perché la polizia di solito la fa franca. Basti pensare che dal 2005 ad oggi sono state 16mila le persone uccise dalla polizia, ma solo 8 poliziotti (e Chauvin è l’ottavo) sono stati condannati per omicidio.
Uno schifo, vero?

Uno schifo, come l’ultimo caso riportato da Worldstar, che comunica che lunedì pomeriggio a Columbus, in Ohio, una ragazza di 16 anni di nome Ma’Khia Bryant è stata uccisa da un agente di polizia. Il filmato della bodycam mostra un agente che spara 4 colpi a Ma’Khia, mentre si avvicina all’adolescente che sembra litigare con altre due persone. Ma’Khia è stata portata in un ospedale in condizioni critiche, ma è morta poco dopo.

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