Baby Gang: “mi vergogno di far parte della scena rap italiana”

Baby Gang: “mi vergogno di far parte della scena rap italiana”

Baby Gang non è il primo artista ad essersi schierato contro la scena rap, o agli ascoltatori rap. Poco tempo fa anche Rondo Da Sosa aveva accusato la scena di non sostenere gli artisti emergenti. Queste le sue parole: “come facciamo ad essere la scena più calda in Europa, se le persone (piani alti del rap) fanno di tutto per non far salire dei poveri emergenti cercando di mettergli i bastoni tra le ruote. Scena italiana, scena italiana e poi quando fai il passo più lungo della gamba cercano di farti cadere. Tutti squali. Non saremo mai la scena più calda fino a quando le persone non inizieranno a supportare i rapper del proprio Paese. Uk supporta, Francia supporta, America supporta. Per le persone estere la musica è passione, per gli italiani è il sottofondo di quando si guida in macchina”.

Ora Baby Gang, con una serie di Instagram stories punta il dito sui big della scena rap italiana:
mi vergogno di far parte della scena italiana, ve lo giuro su mia madre.
Siamo tutti dietro ai soldi, ma a noi la dignità non manca.
È vergognoso vedere che i big all’estero ci supportano, mentre i nostri big stanno in DM a leccare il culo agli americani per due strofe pagate con i soldi del marketing.
Ah dimenticavo, se volete far sfondare un vostro artista emergente che è sotto la vostra etichetta, fateci almeno un feat, perché se no si nota troppo che è un raccomandato del cazzo“.

Ora, è vero che ci sono artisti emergenti che sono stati letteralmente accolti a braccia aperte dalla scena, supportati e spinti da tutti e che ci sono artisti che al contrario non sono mai stati cagati dai big, quasi come se fossero degli outsider. Mi vengono in mente da una parte Blanco, o Massimo Pericolo, o Speranza e dall’altra Junior Cally, ma anche Highsnob.

È anche vero che molti artisti inseguono il feat internazionale, pagandolo profumatamente, piuttosto che spingere qualcosa di nuovo che di fatto non gli fa comodo spingere. Ma questi Rondo Da Sosa e Baby Gang sono arrivati da due giorni, per dire, e già criticano la scena che non li ha spinti e accolti a braccia aperte.

La verità, oltre ovviamente a amicizie e interessi, è che la scena, i big, come li chiama Baby Gang, spinge qualcosa di nuovo, ma quando quel qualcosa è veramente nuovo, credibile e reale. Nonostante il passato di tutto rispetto di Baby Gang, non sta portando, esattamente come Rondo Da Sosa, niente di così talentuoso, reale o nuovo, se non un qualcosa che viene già fatto all’estero, meglio tra l’altro.

Le pistole, qui in Italia, non le usa neanche la polizia e esibirle costantemente non fa di te un real gangster, ma solo un pagliaccio.

Dice di vergognarsi di far parte della scena italiana, ma stia pure tranquillo, perché non ne fa parte.

Io penso che:

A. Non possiamo supportare musica di merda e dire che ci piace solo perché è italiana.

B. Non è vero che non supportiamo i “poveri emergenti”, Massimo Pericolo, Speranza, Blanco sono solo tre esempi vecchi e nuovi che tutti abbiamo supportato perché hanno portato qualcosa di nuovo, vero e credibile.

C. All’estero e in Italia non possono più essere cagati e considerati artisti, persone senza arte né parte che sono solo la copia mal riuscita di un qualcosa che già viene fatta meglio all’estero da qualcun altro. Sia nell’atteggiamento, che nel suono, nello slang e nel testo.

D. Come diceva Salvador Dalí, il vero artista non è colui che si ispira a qualcuno, ma colui che è fonte di ispirazione per gli altri

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