Dj Ty1 è stato denunciato per istigazione all’aborto

Dj Ty1 è stato denunciato per istigazione all’aborto

È una storia un po’ particolare quella che ti racconto oggi, ma ho deciso di farlo perché credo che sia più comune di quanto si possa pensare.

Protagonisti di questa storia sono Mariana, una ragazza di 32 anni e Dj Ty1, uno dei dj più forti del panorama rap italiano. Prima di iniziare ci tengo a precisare che ad oggi ho sentito solo la versione di Mariana ed è quella che riporterò fedelmente, se l’altra parte vorrà rilasciare una dichiarazione, sarò lieta di accoglierla.
Ieri ho parlato a lungo con Mariana che mi ha raccontato questa vicenda e da donna mi sono sentita in sintonia con lei e ho voluto darle spazio, perché credo che possa essere di esempio a tante ragazze che si trovano o si sono trovate nella sua stessa situazione.

Purtroppo al giorno d’oggi siamo ancora qui a combattere per una libertà che ci siamo conquistate anni fa, cioè quella di decidere se mettere al mondo un bambino.
Io mi chiamo Mariana, ho 32 anni e un figlio di 15 anni, cresciuto da sola, perché anche quella volta il padre non se ne è voluto prendere le reaponsabilita’, ma diciamo che è stato un pelo più signore, perche non ha “fomentato” e fatto pressione psicologica in me per farmi abortire.
Ho conosciuto Gianluca Cranco in arte Djty1 2 anni fa all’incirca in una serata in discoteca, un bacio e poi sono sparita. Non l’ho mai più cercato o visto.
A dicembre del 2020 cominciamo a messaggiarci, con un buon coinvolgimento, ci messaggiavamo tutti i giorni, era una persona che ti faceva venire voglia di approffondire la conoscenza.
A febbraio mi invita a casa sua, mi ricordo ancora la data il 5 febbraio.
Passiamo una bella serata tra buon sushi, buon vino e buon sesso (non protetto). Il giorno dopo comincio a dirgli perché non facciamo una linea di abbigliamento dato che esci con il tuo disco a maggio? (vengo da una famiglia benestante, ed ho un capitale da investire).
Comincio a coinvolgere stilisti, tra cui Gianandrra Sergi di Maison Laponte e Roberto Lonoce e buttiamo giù l’inizio di questo progetto, non campato per aria ma con tanto di conoscenza di Ciro Buccolieri (manager e propietario di Thaurus Music).
Passano le settimane e comincio a non sentirmi molto bene, nausea continua, che mi porta a non riuscire a mangiare, ritardo del ciclo, e decido di fare un test di gravidanza che risulta positivo.
Per non inquinare il nostro lavoro decido di non dirgli nulla.
Poi succede che un fine settimana, ci incontriamo io, lui, Ciro Buccolieri e la mia segretaria in albergo a Bologna, tutti in festa e a un certo punto lui ci invita a casa sua.
Noi andiamo, entrambe.
A un certo punto gli dico chiaramente che aspetto suo figlio. Lui all’inizio non ci credeva nemmeno, fatto sta’ che chiamo un taxi e me ne torno in albergo, e lui rimane con la mia assistente per scoparci (passami il francesismo).
Lei poi torna in albergo e io comincio a fare tanti test di gravidanza e a inviarli a lui, ore piu’ tardi mi invita a casa sua a passare il weekend, e durante quel weekend mi ha fatto il lavaggio del cervello, con frasi del tipo io non lo voglio, tu nemmeno, l’unica soluzione è abortire subito, ho altri cazzi per la testa, io un figlio con te non lo voglio, tu hai gia’ un figlio ecc ecc..
Si fa lunedì mattina e comincia a chiamare ogni clinica anche privata di Bologna per farmi abortire con zero risultati, ma solo con un risultato in una clinica il mercoledi.
Io me ne torno a casa mia da mio figlio e comincio a pensare se davvero e’ cio’ che voglio.
Cioè sono riuscita con uno perché con due non dovrei riuscire?
Quel giorno svengo perche’ disidratata e ovviamente non mi presento il mercoledì a fare questo aborto, che come dice lui, questo bambino e’ la cosa che non lo fa concentrare nella sua vita.
Ma gli dico che l’ho fatto per non creare tensioni, e lì sbaglio..
Sbaglio e gli ho chiesto anche scusa, scuse che probabilmente devo a questo bambino nella mia pancia, perché ho mentito sulla sua esistenza, che e’ una delle cose più belle per me in questo momento.
Lui non mi risponde..
Non gli ho mai chiesto di stare con me, perché lungi da me voler stare con un essere umano del genere, ma almeno di pensare che questo bambino è sangue del suo sangue, ma zero.
La mia migliore amica gli scrive che non ho abortito e lui ha detto che non può farci nulla che io so come la pensa, che ha altri cazzi per la testa come il disco e tutto il resto, lasciando me e questa creatura di stucco oltre al pressing psicologico per farmi abortire a tutti i santi costi, telefonando al mio stesso ginecologo.
Ora, io da lui non voglio un euro, non neccesito di denaro.
Neccesito che questa peraona osannata da ragazzini passi per quello che è: un uomo che ti scopa, ti  mette incinta e poi tanti saluti, se non abortisci.
Siamo nel 2021 e noi donne siamo ancora qui a dover avere pressione psicologica.
In tutto ciò è partita una denuncia penale nei suoi confronti per istigazione all’aborto.
Come sempre nella vita io ci metto la faccia, ma lui poverino continua a nascondersi, come un ratto di fogna“.

Sul suo profilo Instagram, Mariana ha pubblicato diversi screen di alcune conversazioni con Gianluca, nonché la tracklist del suo nuovo album perché, come mi ha detto lei “è l’unico modo di toccarlo, perché è l’unica cosa che  lo tocca personalmente, il resto purtroppo non lo tocca“. Ovviamente Mariana non ha reso noti i featuring del disco, perché non vuole toccare o danneggiare persone che lavorano e che in questa storia non c’entrano nulla.

Non è in cerca di visibilità, né di soldi, non è interessata a questo, ma a dire a tutte le donne che si trovano in questa situazione che “possono essere forti, di non cedere alle pressioni psicologiche ricevute e che esiste una legge che tutela l’istigazione all’aborto e quindi si può denunciare”.

Tra le varie cose che mi ha raccontato ieri, mi ha colpita questa frase “anch’io non volevo un figlio in questo momento e in questo modo, ma se sono adulta per fare sesso non protetto, lo sono anche per assumermi le mie responsabilità“.

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