La pagella di Rebel della quarta serata del Festival: top e flop

La pagella di Rebel della quarta serata del Festival: top e flop

Dai, ammettilo, anche a te mancano Morgan e Bugo. Ah no, Bugo c’è e Morgan lo dissa a distanza quest’anno pubblicando la tanto attesa versione integrale de Le brutte intenzioni.

Bugo sbotta e ci fa sapere che si è rotto. “Ciao ragazzi, parto dalla fine dicendo che mi sono rotto. Lo dico perché è da un anno che leggo qualsiasi cosa su di me che nulla c’entra con la musica e non ho mai replicato. Capisco la libertà di parola, è un diritto sacro e la rispetto, ma quando i giornalisti musicali usano come scusa una cosa accaduta più di un anno fa per schernirmi, allora siamo oltre all’ambito delle chiacchiere da bar. Sono qui al Festival per parlare di musica”.

Finalmente, senza Morgan, non sarà ultimo in classifica…. E invece sì.

Gaudiano ha vinto nella categoria nuove proposte. Il meno peggio? No, quello che si mangia meglio le parole. Ma esattamente le varie giurie che problemi di udito hanno? Io propongo AMPLIFON come sponsor unico per Sanremo 2022, altro che Tim…

Wrongonyou vince il premio della critica Mia Martini e Davide Shorty il premio della sala stampa Lucio Dalla. Alla fine hanno vinto tutti, pure noi che almeno stasera andremo a dormire prima.

Ormai le canzoni le conosciamo tutti, e tutti sappiamo quanto alla fine la classifica del Festival non conti un cazzo. Ad oggi i vincitori sono Francesca Michielin e Fedez con Chiamami per nome, che, appena uscita, è già al secondo posto della classifica FIMI dei singoli più venduti della settimana. Quindi, il 17esimo posto al Festival va benissimo, tanto hanno già vinto. E il nastro rosa che sostituisce la carta igienica della prima serata verrà messo in commercio per misurare la distanza di un metro tra le persone in coda al supermercato. E se te lo stai chiedendo, gli psicologi affermano che i braccialetti contro l’ansia di Fedez non servono a un cazzo. Ma ci volevano dei laureati per dircelo?

Mahmood re indiscusso della serata. Fategli rivincere il Festival! Si presenta in gonna dimostrando che si può essere eccentrici nel look, senza cadere in baracconate e soprattutto sapendo cantare.

Top anche per Amadeus e Fiorello che sono arrivati alla fine delle 4 ore e mezza di diretta facendo concorrenza agli interminabili pomeriggi della D’Urso. Grazie che ci avete risparmiato la sigla alla Fantastico 1972 e grazie per esservi travestiti da Sabrina Salerno e Jo Squillo, ah no, quello no.

Tra i cantanti in gara, fantastico Willie Peyote. Una canzone divertente, ironica e un meritato secondo posto in classifica, chi l’avrebbe mai detto? E invece, mai dire mai.

Bravo anche Ghemon, inizialmente la canzone convinceva poco, ma ascolto dopo ascolto convince sempre di più. e più l’ascolti più ti piace, quindi ora ci piace, anche se i capelli restano un’incognita. È pettinato da Madame o da Riccardo Cocciante?

A proposito di Madame, ammettiamolo, non ha una canzone che sia all’altezza delle precedenti, ma è una vera rivelazione sul palco. Finalmente si è pure vestita da donna e ci piace, solo che se a 20 anni già non sopporti i tacchi, o neanche un paio di scarpe, cosa farai all’età di Orietta Berti? Ho ancora una domanda su Madame: cosa cerca sempre per terra? Ha perso qualcosa?

Povero Fasma, salire sul palco dopo Mahmood non è stato di certo facile, per fortuna che ad aiutarlo c’è l’amico autotune, anche se il monitor fa le bizze, ma io dico, imparare a memoria la canzone è troppo?

Lo Stato Sociale è passato dai cartoni Amazon alle pellicce stile rockstar decadute o trapper in vacanza e maglioncino alla Kurt Cobain. Una stravaganza davvero pessima. E una caciara da ultimo giorno di scuola.

Nel frattempo ho capito perché Gio Evan mette sempre i pantaloni corti, per far assorbire meglio l’arnica. Solo che a noi, per digerire le sue esibizioni, serve la Citrosodina, altro che arnica….

Colapesce e Dimartino se non lo sai sono al centro di una polemica, pare infatti che Musica Leggerissima sia somigliante a We are the People degli Empire of the Sun. Ma chissenefrega no? Io già la canto e tu? Alla fine i plagetti sono all’ordine del giorno, non vogliamo mica scandizzarci per questo, vero?

E a proposito di plagetti, i Maneskin, rinominati da Orietta Berti Nasiskin, perché sono così nervosi? Perché urlano sempre? Hanno forse frequentato la stessa scuola di Aiello?

Aiello canta Ora, ma per me sesso e ibuprofeneeeee resta nè ora nè mai. Il grande flop di Sanremo venti ventuno.

Insieme a Random che ci dimostra come sul palco dell’Ariston puoi salirci anche se non sai cantare. C’è speranza per tuti!! Random è stato il momento peggiore della serata, a parimerito di Achille Lauro.

Della sua performance si salva solo l’incipit, per il resto vederlo rotolare sul palco vestito come un’oca arruffata è stato pessimo. Il bacio, già visto e rivisto con Boss Doms, non fa più scalpore. Voce non ne abbiamo, ma del resto lui ora fa punk e uno dei capisaldi del punk dice che non è necessario saper suonare bene per fare musica, ma neanche gli urletti da linea erotica non sono necessari.

Si salva solo Fiorello che, conscio della situazione, ammette ho fatto una figura da quadro, per non dire di merda.

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