Nel suo discorso sui fake gangster, Geolier non ha attaccato Baby Gang

Nel suo discorso sui fake gangster, Geolier non ha attaccato Baby Gang

Per un momento ieri è sembrato che Geolier avesse attaccato Baby Gang nelle sue Instagram stories, nelle quali ha scritto: è divertente vedere che ormai fare il gangster è cool. Più sembri maladtino nei video, più spacchi. Senza troppi giri di parole voglio dirvi che si vede che è tutto montato e finto. Per voi fare il gangster è vendere un po’ di fumo e dirlo nei testi, ma non è così. Io dalla mattina che mi sveglio spero che uno di voi perda la testa e mi dà addosso, perché dalle mie parti chi è malandrino come voi è un bravo ragazzo.

Un discorso abbastanza generico che va ad insersi in quello fatto anche da Mondo Marcio nei giorni scorsi. Sembra infatti che il trend del momento sia quello di criticare il finto gangsta rap che sembra essere la tendenza di oggi. Alcune pagine Instagram hanno pensato che le parole di Geolier fossero rivolte a Baby Gang, che ha risposto: per tutti quei big che ora scrivono smettetela di fare i gangster vi ricordo che fino a ieri vi sentiate Narcos. Siate più coerenti e le frecciatine mandatele a sorreta come dicono dallle vostre parti. E per chiunque abbia problemi con me, sapete dove sono .

Il tutto si è risolto con un chiarimento in privato tra Baby Gang e Geolier, che ci fa sapere che non parlava di lui e che si sono chiariti. Bene. Tutto è bene quel finisce bene.

Ma parliamo di questi gangster più o meno fake. Baby Gang ha rilasciato un’intervista a Noisey dove racconta la sua vita, passata tra carcere minorile, comunità, delinquenza e droga. Un vissuto pesante che emerge chiaramente nelle sue canzoni, nonostante spesso e volentieri usi il presente anche se quella vita è ormai passata. Nell’intervista Baby Gang, che di guai con la giustizia ne ha avuti parecchi, pone l’accento su un episodio. Racconta di quando lui e Sacky hanno ricevuto una perquisizione in casa alle 5 di mattina in seguito a un videoclip (Bimbi soldato) nel quale usavano armi. Nel video compare anche uno spacciatore, per una frazione di secondo e i due ora aspettano il processo. Baby Gang si chiede: perché vengono a perquisire me e non vanno a casa degli attori di Gomorra che nella serie sparano dalla mattina alla sera? Loro sono attori, io ora sono solo un cantante, eppure vengono a perquisirmi casa per il video di una canzone. A nessun rapper italiano è mai capitata una cosa del genere.

Baby Gang dal punto di vista stilistico ha ancora molta strada da fare, ma se parliamo di gangster, di criminalità, di strada e di realness, credo che sia uno dei più veri della nuova scena, con un vissuto reale che per certi versi lo accumuna con Massimo Pericolo e per questo piace. Perché si distingue dagli altri per la veridicità del suo racconto e del suo passato e oggi la gente ha bisogno di verità e non più di finzione e di poser.

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