5 rime più brutte del rap italiano

5 rime più brutte del rap italiano

Qualsiasi artista ha nel suo repertorio una rima, una frase, un ritornello o una canzone intera che si pente di aver fatto, o che, con il senno di poi, avrebbe fatto meglio. L’anno scorso Fedez aveva dichiarato che non gli piaceva il ritornello di Ti vorrei dire. Marracash si è pentito del brano La tipa del tipo e ha recentemente ammesso di avere anche dei ripensamenti su Bravi a cadere.

E poi ci sono brani che semplicemente sono mal riusciti, come R.E.B. di Guè Pequeno o Minchia Boh dei Club Dogo, o L’italiano balla male di Fabri Fibra e Estate in città di Marracash. E poi ci sono quelle rime che stonano, che anche se le rappa il tuo rapper preferito ti danno proprio fastidio. Come quel “pacca” che deve necessariamente essere usata per far rima con uovo di Pasqua, o come lo sbagliare i verbi. Come quel se potrei, lo sai che farei detto da Noyz Narcos in Cronaca Quotidiana. Insomma, senza andare a sparare sulla Croce Rossa e prendere artisti che non sanno fare rime, ho selezionato 5 rime di 5 artisti molto capaci non proprio ben riuscite, perché anche i big ogni tanto si perdono tra le rime.

5 rime più brutte del rap italiano:

1. Club Dogo Minchia Boh

“Sono militare, sono troppo zarro
tu non mi imitare sono militarro”.
“Tu resta a casa col pigiama a righe, io resto a casa col pigiama a fighe”

2. Low Low Tutti Quanti – (QCVC 4)
“Vinco sempre, dovevo chiamarmi Vincenzo”

3. Mostro Ispirazione
“Se non esisteva il rap, io non sarei mai nato” 

4. Marracash – La tipa del tipo
“Entro in discoteca tutto nuovo di pacca. Tu c’hai la catena, zio, dell’uovo di Pasqua”

5. Guè Pequeno – R.E.B.
“Jordan nuove di pacca, pacco di weeda, uovo di Pasqua”

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