Speranza ha i gioielli dei cinesi, un’Opel Corsa del 2002, beve il Tavernello e di lavoro fa il muratore

Speranza ha i gioielli dei cinesi, un’Opel Corsa del 2002, beve il Tavernello e di lavoro fa il muratore

Hai mai sentito un rapper dire che le sue collane sono finte? O che l’orologio che ha al polso l’ha preso dai cinesi? O ancora che di lavoro fa il muratore?
E dire tutte queste cose in televisione su Italia 1?
Direi proprio di no. Al massimo c’è stato chi, come Guè Pequeno, ha detto che all’inizio della sua carriera indossava orologi fake, o chi elenca i lavori fatti prima di iniziare la carriera musicale, ma nessuno ha mai spiattellato in faccia tali verità. Tuttalpiù li abbiamo sentiti dire “prima non avevo niente, adesso ho tutto” e l’abbiamo sentito anche da chi effettivamente non campa solo ed esclusivamente grazie alla musica, o da chi vive in un bilocale con tanto di coinquilino, o ancora da chi è sponsorizzato dai genitori, perché l’importante è apparire. Mostrare beni che non si hanno realmente e ostentare una vita che non si vive è molto più importante che mostrarsi real. Eppure uno dei motti dell’hip hop non era proprio Keep it Real? Chissà che fine ha fatto… Sarà passato di moda sicuramente, perché è evidente che sia meglio ostentare macchine lussuose o gioielli affittati che dire la verità. Anche se è tra virgolette normale che se uno inizia ad avere un buon seguito con la musica, a pubblicare brani che abbiano un buon riscontro, a pubblicare un disco con un’etichetta, inizi a fare il figo per far credere di essere come i big, come quelli che ce l’hanno fatta, anche se magari ce l’ha fatta solo in parte.

Per fortuna c’è Speranza. Lui è una di quelle persone vere da far schifo. Viene intervistato da Le Iene e dice di bere il Tavernello, quindi niente Champagne o vini pregiati, di indossare gioielli comprati dai cinesi, di avere un’Opel Corsa del 2002 tutta scassata, 300€ sul conto in banca e udite udite di fare il muratore. Il muratore. Non il rapper. Perché ovviamente, finché la musica non diventa un lavoro vero, non può “sputare nel piatto in cui mangia“.

Non è la cosa più real che hai sentito dire ultimamente? Perché è facile fare quelli di strada, di quartiere solo nei testi e poi fare i ricconi, è più difficile dire “l’orologio l’ho preso dai cinesi e di lavoro faccio il muratore“. Essere veri è diverso dal fingersi veri e tante volte la verità e la realtà spiattellate in faccia sono più difficili da dire rispetto a una bella bugia. L’esempio di Speranza è sicuramente unico nel suo genere, ma estremamente veritiero e importante, perché mostra l’altra faccia della medaglia, quella più comune e che in pochi fanno vedere: non diventi ricco e famoso con qualche singolo di successo, con la firma con un’etichetta, una dozzina di djset, una manciata di featuring importanti. Ci vuole tempo. E chi dice il contrario, molto probabilmente mente.

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Dovrebbero esserci più Speranza e meno rapper tarocchi. Non solo per una questione di realness, ma anche per mostrare la verità di un mondo che non è fatto solo di soldi e gioielli. Non si diventa ricchi e famosi da un giorno all’altro con 100k followers su Instagram. Un conto è sentire i racconti del “prima facevo l’elettricista ora sono ricco” un altro è sentirsi dire “faccio musica ma lavoro come muratore” è decisamente più vero e stimolante, anche per chi è a casa e vede i rapper come Zio Paperone. Soprattutto in un momento come questo ostentare non serve a un cazzo ed è veramente fuori luogo.

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