Morgan chiede alla Rai i diritti per il suo “che succede?”

Morgan chiede alla Rai i diritti per il suo “che succede?”

Cosa ti viene in mente se dico Festival di Sanremo 2020? Che succede e le brutte intenzioni, la maleducazione, insomma Morgan, no?
Bene, la Rai ha annunciato un nuovo programma su Rai 3 condotto da Geppi Cucciari dal titolo Che Succede? Il titolo del programma ovviamente ci riporta al che succede di Morgan detto sul palco dell’Ariston e lui non ci sta: chiede alla Rai i diritti d’autore e scrive un articolo di suo pugno su Rolling Stone Italia.


Ho appreso che la Rai ha mandato in onda una trasmissione chiamandola Che succede? condotta da Geppi Cucciari, come se la gente non sapesse che quella è la frase di chiusura della famosa scena di Sanremo che inizia con «le brutte intenzioni la maleducazione» e finisce, appunto, con il «che succede?». Basta venire a spasso con me per cento metri a piedi per constatare che chiunque mi incrocia, prima di dire «ciao Morgan», mi chiede «che succede?».
Ma evidentemente a certi autori particolarmente scaltri nel servizio pubblico questo non importa, loro pensano di appropriarsi di un qualcosa che tecnicamente si chiama “claim” ed è quello che in italiano prende il nome di “slogan pubblicitario”.[…]
Perciò è un atteggiamento abbastanza riprovevole da parte dei “signori” ai vertici di queste produzioni televisive. Immaginatevi, infatti, un talk show che si chiami Consigli per gli acquisti. Mi sembra ovvio il riferimento a Maurizio Costanzo, per cui lui dovrebbe almeno essere d’accordo, oppure come minimo venire coinvolto in prima persona. Idem per quanto mi riguarda: si tratta di uno sfruttamento commerciale, perché i programmi sono prodotti commerciali a tutti gli effetti, solo che non è stata avanzata una richiesta al legittimo autore e lo stesso non è stato coinvolto. Quindi, forse pensavano di “fare i furbi”. […]
Inoltre, vorrei ricordare che dopo Sanremo e l’anomalia che è andata in onda con Bugo, non sono stato trattato come tutti gli altri concorrenti, dalle origini del festival a oggi: la prassi, infatti, prevede che all’indomani nelle trasmissioni televisive vengano ospitati tutti i concorrenti, mentre invece la Rai non mi ha più chiamato. È come se non avessi proprio partecipato. Ma quel “fantasma” di Morgan, non solo gli sta ancora dando titoli per le trasmissioni, ma gli ha permesso di realizzare infiniti dibattiti sull’argomento, rigorosamente tutti in mia assenza.
Ora siamo al colmo! Se giudicano quel che è avvenuto a Sanremo una schifezza, o almeno qualcosa di deprecabile, non chiamino le loro trasmissioni con le mie parole, perché sennò vuol dire che è tutta una gigantesca presa in giro“.

Beh, che dire, Morgan sta volta ha perfettamente ragione. Non solo è stato trattato come un meme vivente e spesso come “quello che ha rovinato il Festival”, per poi vedere quello che è diventato un tormentone finire come titolo di un programma televisivo senza neanche essere nominato. Insomma cornuto e maziato.



Trovi l’articolo completo di Morgan su Rolling Stone Italia qui.

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