6ix9ine: l’arte di far parlare di sé non per la musica

6ix9ine: l’arte di far parlare di sé non per la musica

È da poco uscito Tattle Tales, il nuovo disco di 6ix9ine e incredibilmente l’artista riesce a far parlare di sé più per le cose che dice nelle interviste o per le sue mosse egocentriche sui social, che per la sua musica. Ok, il disco ha fatto il suo esordio alla quarta posizione della classifica Billboard, ma ammettiamolo, non è un capolavoro. Non sto dicendo che sia un brutto disco, è in perfetto stile 6ix9ine, che ha creato un qualcosa di unico e assolutamente riconoscibile, sia dal punto di vista estetico, sia musicale, con la sua voce graffiante e a tratti urlata. A parte i singoli che hanno anticipato Tattle Tales, ovvero Gooba, Trollz, Yaya e Punani, il resto dei brani oscilla tra il reggaeton e la trap più commerciale. Ci ha stupiti con Locked Up Pt. 2 con Akon, perché sembrava quasi che avesse preso una piega più conscious, ma può 6ix9ine essere conscious? Ovviamente no! E infatti il resto del disco prosegue con le solite tematiche alla 6ix9ine, che però suonano bene e siccome suonano bene e molti degli ascoltatori italiani non capiscono un cazzo di inglese lo ritengono figo, se poi lo fa il Drefgold di turno, però, apriti cielo!




Comunque, nonostante il disco non sia entusiasmante, 6ix9ine riesce sempre a trovare il modo per far parlare di sé.

Recentemente, infatti, ha accusato Billboard di aver truccato la classifica dei singoli più ascoltati. Secondo 6ix9ine, il brano Stuck With U di Ariana Grande era ingiustamente al primo posto, che al contrario spettava alla sua Gooba. Durante un’intervista rilasciata al Times, Takashi sostiene che i suoi singoli, nonostante abbiano avuto ottimi numeri, non siano rimasti in classificaperché tutti pagano per andare in radio. Come fa una canzone a finire in onda? Soldi. Quella canzone è davvero fica o dipende dai soldi investiti nella promozione? Quando chiami Carl Chery di Spotify o Larry Jackson di Apple Music per chiedergli di entrare nelle playlist Rap Caviar o New Music Friday, ci riesci perché il tuo disco funziona o perché la tua etichetta fa pressioni?

Leggi le sue parole e pensi “finalmente qualcuno che dice ste cose! Quando succederà anche in Italia?” E intanto però lui fa parlare di sé e continua a farlo. Anche pochi giorni fa, quando ha dichiarato a Fox 5 di aver pensato al suicidio mentre era in carcere.Penso che molte persone al mio posto avrebbero tentato il suicidio, anch’io l’ho pensato, ma fortuna Dio mi ha dato una mente forte per affrontare lo stress che vivevo ogni giorno. Hai presente il detto ciò che non uccide ti fortifica? Ecco, io non mi sento invincibile, ma al culmine del mio stato mentale, mi ripeto sempre che andrà bene“.

Basta una parola in piu, una provocazione, un commento punzecchiante su Instagram, una frase ad affetto come “ho pensato al suicidio”, sicuramente veritiera, per carità, che subito diventa il pane dei giornalisti di tutto il mondo e il nome di 6ix9ine continua a girare a dispetto della sua musica.

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