Elettra Lamborghini: “pubblicate le foto nere e arcobaleno poi siete i peggio razzisti e omofobi”

Elettra Lamborghini: “pubblicate le foto nere e arcobaleno poi siete i peggio razzisti e omofobi”

Martedì (2 giugno) è partita sui social l’iniziativa BlackOut Tuesday, migliaia di personaggi famosi e non, hanno condiviso sui social foto completamente nere accompagnate all’hashtag #blackouttuesday a sostegno dell’omicidio di George Floyd e delle rivolte che hanno invaso gli Stati Uniti. Elettra Lamborghini non si è unita a questa onda social, perché la ritiene da ipocriti.

 

Non mi piace pubblicare quello che pubblicano gli altri, perché è semplicemente un hype. Molti di loro non sanno neanche cosa sta succedendo nel mondo. Celebrano le giornate per i gay con le foro arcobaleno e poi sono i primi a chiamarli froci. Oggi è la giornata in cui bisogna mettere la foto nera, e poi sono i peggio razzisti. Io non ci sto, se foste tutti così buoni non sarebbe un mondo di merda, quindi non fate gli ipocriti perché alla fine si parla di questo.

Voi siete gli stessi che qualche mese fa ve la prendevate quando sbarcavano quelle quattro vite in Italia, che poi erano bambini e madri, vorrei vedere se fossero stati i vostri famigliari, siete gli stessi che giudicano dal colore della pelle. Io compatisco quelle persone che non vedono al di là del loro naso e non sanno niente, non sanno la bellezza che ci può essere dietro una cultura differente. Però così non andiamo da nessuna parte. Postare una foto e essere i peggio razzisti non serve, non è quello il cambiamento. Non si cambia il mondo con le foto virali”.
In una marea di ipocrisia, foto nere pubblicate per moda, finti impegni sociali, Elettra Lamborghini è stata la più genuina e vera di tutti, perché in fondo pubblicare una foto accompagnata da un hashtag per moda o flashmob non cambia il mondo, né le idee profonde di chi la pubblica, è solo un gesto di facciata, una finta unione in un qualcosa che non ci riguarda da vicino. Siamo capaci a schierarci a parole per una vicenda che non ci tocca direttamente, ma a dividerci e chiudere gli occhi quando le ingiustizie sono a casa nostra.

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