Com’è nata la moda della mascherina?

Com’è nata la moda della mascherina?

Una delle ultime tendenze moda è quella della mascherina. C’è chi l’attribuisce a una conseguenza fashion del coronavirus, del resto vale il motto stessed depressed but well dressed. Fatto sta che il motore di ricerca globale di moda Lyst ha registrato dei picchi notevoli di interesse da parte degli utenti per un accessorio che negli ultimi anni stiamo vedendo sempre più spesso in passerella e non solo: la mascherina.

 

C’è chi attribuisce questo trend all’effetto della Casa di Carta, la serie tv Netflix che ha generato dipendenza, e che ha sdoganato la la mascherina sul viso. Non da ultimo Billie Eilish l’ha fatto accessorio integrante del suo outfit sfoggiato ai Grammy Awards firmato Gucci.
Forse è stata lei a sdoganare questo accessorio o l’avvento del coronavirus, ma nelle 24 ore successive alla sua apparizione sul red carpet, la domanda per questo prodotto su Lyst è aumentata del 42% mentre su Google si registrava un +200% nelle ricerche correlate.

 

 

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Eppure Myss Keta la indossa da anni. Così come Warez. Quando la incontrai per la prima volta, quasi quattro anni fa, le dissi che era una figata, perché così poteva uscire struccata e nessuno l’avrebbe notato. Una comodità assoluta per molte ragazze pigre. Non solo, vieni sempre bene in foto, non devi preoccuparti di sorridere o altro. Fantastico.

 

 

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Anche Fedez aveva indossato la mascherina, sia in Giappone con la moglie, sia alla sfilata milanese di Moschino a settembre 2019 e ha giustificato la sua scelta dicendo: «Comunque raga questa è un’ottima soluzione se avete brufoli o herpes e dovete andare ad eventi importanti».

 

 

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Il boom mascherina è esploso ora, ma è da un po’ che le vediamo in passerella e non solo.

Durante le sfilate Haute Couture di Parigi a settembre, il viso coperto è stato il dettaglio spiccato più di tutti: maschere (e velette) che coprivano il viso, dal mood rétro, fetish o più futurista, erano l’accessorio di stile che ha rubato la scena al make-up.

Sulla passerella di Dior, delle velette ispirate al mondo circense completavano il look, mentre da Givenchy alcune modelle hanno sfilato con un trucco dall’effetto mascherina sugli occhi, argento e glitter, realizzata dalla beatuy guru Pat McGrath; e maschere gioiello decoravano i volti da Tony Ward. Ad ottobre 2018, sul red carpet degli American Music Awards, la cantante Poppy si è presentata con una museruola nera in latex che le copriva naso e bocca, lasciando scoperti gli occhi, un look provocatorio che ha fatto rumore su Instagram.

 

 

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Le origini sono sicuramente da ricercare in Oriente, in paesi come Cina e Corea del Sud, dove l’uso della mascherina è molto frequente, soprattutto per proteggersi dallo smog. Gli stilisti hanno preso quell’esigenza e l’hanno resa fashion.

Oggi, è brutto da dire, ma anche grazie al coronavirus e alla sua esposizione mediatica si è verificato un boom:
sul mercato infatti la scelta è ampia con sempre più marchi che le inseriscono nei propri shop online: secondo i dati Lyst, i brand preferiti dagli utenti per questo oggetto sono Off-White (+334% di ricerche rispetto al mese precedente), Bape (+167%), Nike (+60%), Louis Vuitton (+24%) e Marcelo Burlon (+10%).

 

 

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Ma cosa rappresenta la mascherina?
Per molti stilisti potrebbe racchiudere un messaggio politico di ribellione e presa di distanza dai tradizionali canoni estetici, oppure, forse, un tentativo di coprirsi dalla sovraesposizione creata dai social media o più semplicemente prendere l’esigenza asiatica di ripararsi dallo smog e renderla cool. Del resto la moda nasce dalla strada.

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