Ghali, il cappotto rosa e il messaggio contro l’omofobia. Come sono cambiati moda e rap in questi anni?

Ghali, il cappotto rosa e il messaggio contro l’omofobia. Come sono cambiati moda e rap in questi anni?

Tempo fa mi ero chiesta se si potesse essere gay e fare rap. Lil Nas ha fatto coming out e nessuno ha detto niente, Ghali indossa un cappotto rosa di Gucci e viene additato come gay. Il vero problema è un cappotto rosa? O forse siamo di larghe vedute solo per quanto riguarda artisti stranieri?

Le cose in questi anni sono cambiate molto, nella moda, nel rap e nel pensiero dei suoi esponenti.
Pharrell Williams, Lil Uzi, Young Thug, A$AP Rocky e Tyler the Creator sono riusciti a portare avanti una linea estetica più androgina e indossare abbigliamento femminile. E ribadisco Pharrell Williams che nei suoi vecchi testi ha sempre oggettificato la donna e la sessualità, ha fatto un passo indietro, ha ripudiato il suo vecchio pensiero e si è aperto al punto da diventare il primo uomo protagonista di una campagna di borse di Chanel. 

 

 

chanelPharrel

 

 

Qual è il problema? Sono un vestito o un accessorio a determinare la sessualità di una persona? Non siamo più negli anni ’90, il rap non è più una cosa da uomini come il calcio e non siamo neanche nei primi del ‘900.

Abbiamo assistito a un cambiamento epocale, non solo nella musica, ma anche nell’immagine, e il rapporto del rap con l’omosessualità e l’abbigliamento androgino o che ruba dal guardaroba femminile è sicuramente una grande evoluzione sociale. Nel 2012 Jay-Z ha apertamente dichiarato di essere a favore dei matrimoni gay e noi ci stupiamo per il cappotto rosa di Ghali?

 

 


Al punto che si è sentito in dovere di rispondere alle critiche dei suoi stessi seguaci?

Ragazzi siete veramente pessimi con questi commenti che state facendo. State dimostrando di non avere neanche un minimo sensibilità. Ogni tanto mi vergogno del fatto che ci siano persone così tra quelli che seguono la mia pagina, quando mi commentate dicendo ‘Gay’, o cose di questo tipo. Poi scusatemi un attimo, anche se fosse così, quale sarebbe il problema? Perché mai dovrei dare retta a te? Tu, che se clicco sulla tua immagine del profilo vedo che…
Non ti giudico, perché io non posso giudicarti.
Ma noi non siamo uguali, lo hai capito? Abbiamo avuto esperienze di vita differenti, abbiamo influenze diverse, non siamo la stessa cosa. Quindi ora basta con questi commenti. Non ho intenzione di concentrarmi su di voi“.
Esatto cosa ci sarebbe di male? Dare del gay a qualcuno è ancora considerato un insulto? Ghali oggi è esattamente sulla stessa lunghezza d’onda di Achille Lauro, che da sempre ci stupisce con occhiali, borse e accessori femminili, per non parlare della sua parrucca rosa o del bacio in bocca a Boss Doms. È provocazione, è abbattere le barriere di ogni genere, è espressione, evoluzione sociale, ma in Italia facciamo ancora fatica ad accettare questi cambiamenti estetici soprattutto se riguardano il rap e in particolare il rap italiano.

 

 

achille-lauro

 

 

All’estero sono dei geni, quando Cam’rom dei Dipset nel 2002 indossava pellicce rosa era all’avanguardia, se lo fa Sfera o la DPG sono dei pagliacci che rovinano l’integrità della cultura hip hop. Ma il problema non sono il rosa, gli occhiali da donna, Mahmood che indossa la gonna o un paio di guanti, il problema è in molti non sanno apprezzare il cambiamento che stiamo vivendo e che la musica insieme alla moda stanno portando avanti e in particolare il messaggio che raccontano: essere liberi di esprimere la propria identità. Ci fa tanto schifo questo concetto di libertà?

 

 

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