La pagella delle uscite settimanali

La pagella delle uscite settimanali

Sicuramente Arturo di Side Baby è il disco uscito questa settimana che destava maggiore curiosità, in molti infatti si chiedevano come sarà Arturo?

 

7 per Arturo di Side Baby. L’intento di rinascere è stato apprezzato, il disco nel suo complesso non è male, i featuring sono pochi ma di alto livello, le produzioni sono ottime. Arturo è un disco che o lo ami alla follia, o lo schifi, non ha vie di mezzo, può farti rivalutare Side Baby, oppure confermarti i motivi per i quali non ti piaceva. Di fatto i contenuti ci sono, anche se sono ripetitivi e troppo cupi, Side Baby ha voluto parlarci dei suoi sentimenti, dei suoi disturbi, mettersi a nudo e renderci partecipi delle sue paranoie, ma il pubblico non è uno psicologo e il risultato è che le tracce sembrano ripetitive nel raccontare il malessere di Arturo. E se da un lato c’è sicuramente chi si rivede nei pensieri cupi di Arturo, dall’altro c’è chi cerca nella musica una valvola di sfogo e non vuole sentirsi oppresso dai problemi degli altri.

 

 

 

7 per Brava di Priestess. Ok, Priestess brava è brava ed è innegabile. Il disco nel complesso è vario, fin troppo, ogni traccia è diversa dall’altra per sonorità e flow e il risultato è che manca uno filo conduttore che colleghi il tutto, è più un esercizio di stile che un disco vero e proprio con un concept solido.

 

 

8 per Riparto da me di Peppe Socks. Questo è forse il disco uscito ieri che merita maggiore attenzione. Peppe Socks è molto bravo sia nella scrittura che nel flow, Riparto da me è un disco intenso, profondo, a tratti dirompente nei toni e negli argomenti, ma non stanca. Ottime le produzioni e anche la scelta dei featuring che vanno ad aggiungere un valore in più senza nulla togliere al protagonista. L’unica pecca è forse l’accento di Peppe Socks che a lungo andare stanca.

 

 

9 per Chi vuol essere milionario di Clementino e Fabri Fibra. I Rapstar finalmente di nuovo insieme! Sulla base di Big Fish e con l’ironia e la capacità di esprimere critiche alla società che contraddistingue Clementino e Fibra, il singolo ci mette di fronte alla realtà moderna, quella nella quale tutto sembra focalizzato al raggiungimento di una fama ridicola, quella nella quale si punta a guadagnare tanto e lavorare poco, mirando a una posizione di privilegio che, nella maggior parte dei casi, risulta effimera.

 

 

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