Musica fast food

Musica fast food

Ogni settimana siamo bombardati da continue uscite: singoli, album, video ep, e più ne esce più aumenta la richiesta, perché dopo una settimana quella è già musica vecchia e noi vogliamo la novità. I dischi oggi hanno sempre meno tracce, molto spesso i fan sono ossessivi con gli artisti nel chiedere “quando esce il disco?“, ma una volta uscito, dopo un paio di ascolti, è già vecchio, e sono già pronti a chiedere qualcosa di nuovo. Noi addetti ai lavori non siamo da meno, una delle classiche domande durante le interviste o conferenze stampa è “quando esce il prossimo disco/singolo?“, stessa domanda che il pubblico pone sui social o in radio o a Hip Hop Tv. Non solo, a causa del gran numero di musica che esce, molta rimane indietro, non si può scrivere e recensire tutti e di alcuni viene fatto solo un accenno. I dischi di 20 tracce sono ormai un miraggio, un lontano ricordo, il numero si dimezza per seguire la corsa di un mercato in continua evoluzione e crescita, si spingono a dismisura alcuni singoli che poi si rivelano flop, mentre interi lavori si perdono nei meandri del web. 

È giusto? No ma è così. Si arriverà al punto che ogni artista pubblicherà un singolo al mese e zero dischi, perché bisogna stare al passo con i tempi. Come la moda fast, come Zara, ogni settimana articoli nuovi, nuove copie, per attirare l’attenzione del cliente. Non lamentoamoci se poi il livello cala. Se mangi da Mc Donald non hai l’hamburger di qualità, idem se compri da Zara, prezzi bassi e qualità scadente. Gli artisti non sono macchine, per stare a passo pubblicano spesso musica scadente. 

Ma noi siamo talmente assuefatti da questo basso livello che ce lo facciamo andare bene. Ci spacciano la merda per cioccolato e diciamo pure che è buona. Siamo sinceri: quanta della musica uscita ascoltiamo regolarmente dopo il primo ascolto di rito? Siamo talmente abituati alla merda che non appena esce qualcosa di meno peggio lo esaltiamo, ma qui da esaltare c’è ben poco.

Ci ritroviamo a dire “sì fa schifo, ma se l’ascolti a tratti non è male“… è davvero così? È questa la musica? Certo. Non tutta ovviamente, ma gran parte delle ultime uscite sono così. “Se prendi l’ultimo singolo di Chadia Rodriguez a tratti ricorda i Dogo, le parti scritte da Jake non sono male…Ma davvero siamo arrivati al punto da dover prendere la musica a parti? Cioè fa cagare ma a tratti fa meno cagare?

Cerchiamo di farci piacere la fuffa perché non abbiamo metri di paragone più alti. Ben vengano i ritorni dei Cor Veleno, del Piotta e dei Colle Der Fomento, ma oggettivamente chi se li caga? I soliti vecchi del rap che vivono nella nostalgia di tempi passati e andati per sempre. Ma comunque non sono loro a comprare la musica, non sono loro ad andare ai concerti, agli instore, a comprare il merchandising. La musica non è solo arte, è industria, è MARKETING. Non lamentiamoci che il pubblico è giovane, la musica è targettizzata su quel pubblico, se vuoi vendere ovviamente, se no lo fai per hobby. È marketing e noi non educhiamo i giovani. Li critichiamo, ma propsiamo qualsiasi cosa dicendo pure che è figa, siamo talmente abituati a uscite continue e livello scadente che ce lo facciamo andare bene. Contano i numeri, i follower, gli streaming e le views. STOP.

E i sui social? Schiere di fan agguerritissimi difendono a spada tratta i propri idoli, raga non vi pagano l’affitto a fine mese, ma neanche un caffè e non vi cagano neanche! State sereni.

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